Vernee Apollo X, come NON mantenere le PROMESSE! – RECENSIONE

di Andrea Cervone 0

Vernee era partita bene, molto bene. Questa giovane azienda cinese ha sfornato, uno dopo l’altro, una serie di smartphone molto interessanti. Si è partiti con Thor, un telefono assolutamente riuscito per il prezzo di riferimento, a cui ha fatto seguito Apollo Lite, smartphone apprezzatissimo non solo dal pubblico generalista ma anche (e sopratutto) dalla community che ha sviluppato diverse ROM alternative per questo dispositivo. A mio avviso Vernee ha raggiunto il top della qualità con Mars, un 5.5 pollici strettissimo e dall’ottima qualità generale e di cui mi ha colpito soprattutto lo schermo. Poi è arrivato (in super ritardo) il Vernee Apollo, quello che nelle intenzioni di Vernee doveva essere un top di gamma con caratteristiche assurde (mai confermate) ma che in realtà è stato un telefono che mi ha convinto meno di Apollo Lite. Dopo aver presentato tutte le sue nuove proposte per il 2017 al Mobile World Congress 2017 di Barcellona, Vernee sforna il suo primo “nuovo” smartphone, ossia Vernee Apollo X, un telefono in uscita proprio in questi giorni. Lo abbiamo provato e ve ne parliamo in questa recensione.

Design

Dopo un preambolo ben più che necessario, iniziamo a spiegare i motivi che mi hanno spinto a dare un titolo come quello che avete letto a questa recensione. Anzi, prima voglio precisare un’altra cosa: posso definirmi quasi un “fanboy” di questa azienda; forse perché l’ho vista nascere e ne ho provato tutti (e ripeto, TUTTI) i prodotti o forse semplicemente perché, come dicevo, era davvero partita con il piede giusto. Vernee si è persa per strada però, come spesso accade ai produttori asiatici, spesso più interessati alla realizzazione di un rapido profitto invece che allo studio di un piano aziendale a lungo termine che possa garantire crescita e solidità economica nel lungo periodo. Vernee Apollo X è l’essenza di questo modus operandi.

In sostanza ci troviamo dinanzi ad un Apollo Lite lievemente potenziato. Il design resta identico a quello del predecessore e sinceramente non è un problema. Vengono mantenute anche caratteristiche interessanti come il LED di notifica e il connettore USB-C. Sulla mia unità ho però notato un gioco piuttosto importante di tutti i tasti fisici, mentre su Apollo Lite mi avevano fatto un’ottima impressione per la loro solidità. Le similitudini con Apollo Lite non si fermano all’estetica però.

Schermo

Vernee Apollo X monta infatti lo stesso schermo di Apollo Lite e in questo caso la conferma è senza dubbio gradita. Così come detto per il suo predecessore, il pannello di Vernee Apollo X è sicuramente uno dei punti di forza dello smartphone, nonostante mi abbia colpito di meno rispetto a quello di Vernee Mars. Ci troviamo dinanzi ad un IPS da 5.5 pollici con risoluzione Full HD che offre dei colori ben tarabili (ma comunque gestibili tramite MiraVision) e un buon contrasto. Di sicuro non tra i pannelli più luminosi e meno riflettenti, ma comunque accettabilissimo su questa fascia di prezzo.

Hardware

Anche il processore resta lo stesso di Apollo Lite: confermato infatti l’Helio X20 che tira fuori delle prestazioni sempre convincenti, non scalda e viene accompagnato da 4 GB di RAM. Veramente una dotazione tecnica di rilievo per un telefono entry level come questo. Rispetto ad Apollo Lite (ed è questa, fondamentalmente, la prima differenza con il predecessore) Vernee Apollo X include il doppio della memoria, ossia 64 GB espandibili tramite microSD se si rinuncia ad una delle due nanoSIM. Le prestazioni dello smartphone sono davvero ottime: Vernee ha ottimizzato benissimo anche questo smartphone che riesce a girare senza indecisioni e impuntamenti anche durante l’esecuzione di più processi in background. Ottime le prestazioni anche nei giochi più pesanti che vengono eseguiti al massimo dei dettagli e con ottima fluidità generale.

Una nota anche sul sensore di impronte: è posto sul retro, come su Apollo Lite, ma sembra essere un sensore differente. È più lento rispetto a quello del predecessore ma assolutamente più preciso. A patto di posizionare correttamente il dito, sblocca anche 10 volte su 10, rispetto alle assolutamente insufficienti 2/3 volte su 10 di Apollo Lite.

Audio

L’audio di Vernee Apollo X è nella media del settore. Volume non altissimo e qualità generale che non sorprende. L’equalizzazione è decisamente piatta. Non manca il connettore jack per inserire le cuffie: questo è posizionato nella parte superiore del dispositivo.

Connettività

Da “asiatico”, come mi piace dire, la connettività: LTE fino a 300 Mbps, WiFi a/b/g/n, Bluetooth 4.0. È presente la radio FM mentre manca, invece, l’NFC. Nota positiva: c’è la compatibilità con la banda 800.

Software

Software. Ok, siamo arrivati al software. Ed è qui che si concentrano buona parte delle critiche a questo smartphone e delle motivazioni che mi hanno portato a dare questo titolo alla recensione. Vernee ha sbandierato per mesi (sin dal Mobile World Congress 2017) che Apollo X sarebbe stato il primo smartphone a nascere con Android 7.0 out-of-the-box… e non solo!

Infatti Vernee si era spinta addirittura ad annunciare la realizzazione di VOS (Vernee Operating System) ossia la sua prima, profonda, personalizzazione di Android basata, appunto, su Nougat e che Apollo X sarebbe stato il primo smartphone a montarla. Fantastico, così si fa Vernee!

Poi mi arriva il pacco a casa. Scarto il telefono. Lo accendo. Android 6.0 e nessuna traccia del fantomatico VOS. Ora, io capisco che ci possano essere problemi con le immagini di Android 7.0 Nougat basate su alcuni processori MediaTek (come l’Helio X20 di Apollo Lite e Apollo X) ma Vernee che senso ha fare promesse che non puoi mantenere?

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Anche perché se da una parte c’è l’utente deluso da Apollo X con Marshmallow, dall’altra parte ci sono utenti che hanno acquistato Apollo Lite e a cui è stato promesso da mesi Nougat. Non mi dilungherò a descrivervi il software che ho trovato in questo Apollo X perché è il classico MediaTek con grafiche obsolete e assolutamente privo di qualsiasi funzionalità aggiuntiva rispetto alle solite (programmazione accensione/spegnimento, MiraVision, ecc). Ma non è tutto: con VOS sarebbe dovuta arrivare una funzionalità alla DeX di Samsung per eseguire i programmi dello smartphone sul computer.

Nulla di rivoluzionario, è chiaro, ma una feature in più che poteva far propendere alcuni (e magari l’ha fatto) per l’acquisto dello smartphone in questione. Beh, anche questa funzionalità non c’è in Apollo X. Veramente un pessimo lavoro, in primis di comunicazione e poi anche tecnico perché il software MediaTek è decisamente obsoleto. Segnalo, infine, un problema piuttosto comune e di cui si discute sui forum che riguarda i riavvii random del dispositivo (in questi pochi giorni di utilizzo me ne sono infatti capitati due, uno molto fastidioso perché è avvenuto in fase iniziale di installazione delle app dal PlayStore).

Fotocamera

La fotocamera di Vernee Apollo X viene leggermente rivisitata: si fa un passo indietro dal punto di vista dei megapixel (dai 16 di Apollo Lite ai 13 di Apollo X) ma sinceramente il “downgrade”, se così lo si vuole chiamare, non incide negativamente sugli scatti… ma nemmeno positivamente! Fondamentalmente, anche in questo caso, la fotocamera è “da asiatico”, quindi foto buone di giorno (anche se abbiamo notato qualche problema con la messa a fuoco e con la gestione dell’illuminazione) e qualità che progressivamente peggiora con il calare della luce. I video sono di sicuro deludenti e manca la messa a fuoco automatica. Fotocamera anteriore assolutamente rivedibile.

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Batteria

Passettino in avanti anche per la batteria. Rispetto ad Apollo Lite che aveva una batteria da 3180 mAh, Vernee Apollo X include una batteria da 3500 mAh. La differenza in termini di autonomia finale non è tangibilissima, ma c’è. Non aspettatevi miracoli però: arriverete senza problemi a fine giornata con questo smartphone, ma con un utilizzo davvero intenso il rischio di scaricarlo comunque prima di cena c’è. Ad ogni modo, la batteria è sicuramente – insieme allo schermo e alle prestazioni – uno dei punti di forza di questo smartphone.

Prezzo e conclusioni

Vernee Apollo X è ora in vendita ad un prezzo di circa 190€. Noi lo abbiamo acquistato su TomTop, sito che ci ha garantito un buon prezzo e una elevata rapidità nella consegna del dispositivo. Tuttavia, per queste cifre, c’è di sicuro di meglio. In particolare, con una cinquantina di euro in meno ci si porta a casa Apollo Lite, uno smartphone che condivide quasi tutto con Apollo X tranne la memoria (32 GB contro 64 GB) e una batteria leggermente più piccola (3180 mAh contro 3500 mAh). Entrambi hanno poi gli stessi pregi e le stesse limitazioni: ottimo hardware, software rivedibile e soprattutto dimenticato, almeno apparentemente, dall’azienda che continua a fare e a non mantenere le proprie promesse. Insomma, prima di acquistare questo smartphone pensateci due volte. Mi dispiace Vernee, se vuoi possiamo restare amici.

6.6

Un buon prodotto se preso per quello che offre al prezzo a cui viene venduto. Però a mio avviso c’è di meglio sulle stesse cifre. Vernee mi ha deluso perché (ancora) una volta non ha mantenuto la maggior parte delle promesse fatte prima del lancio di questo dispositivo. Non chiedo l’impossibile, ma chiedo chiarezza e Vernee non ne ha avuta in questo caso”.

Design
7.0
70%
Schermo
7.5
75%
Hardware
7.0
70%
Connettività
7.0
70%
Audio
6.5
65%
Software
4.0
40%
Fotocamera
6.5
65%
Batteria
7.5
75%
Qualità/Prezzo
6.0
60%

Pro

- Schermo di buona fattura
- Prestazioni interessanti
- Standard USB-C

Contro

- Software MediaTek
- Tante promesse non mantenute
- Si trova di meglio sulle stesse cifre

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