Android Wear è scomparso dai radar di Google

di Claudio Stoduto 0

Durante l’evento di presentazione di ieri di Google c’è stato un unico grande assente che non tutti hanno notato subito, ovviamente parliamo di Android Wear.

Non tutti se ne saranno accorti immediatamente, ma Google non ha menzionato nemmeno per mezzo secondo il suo sistema operativo per dispositivi indossabili e nemmeno ha fatto un piccolo accenno su un rimando futuro ad un evento dedicato.

Ad aggravare la posizione della società ci pensa anche la scomparsa definitiva dalla pagina del Google Store di tutti i prodotti con Android Wear e della stessa pagina dedicata al sistema per i wearable. Di punto in bianco, senza alcun preavviso o segnale che potesse far capire una possibile soluzione di questo genere, Google sembra aver staccato tutto.

Il problema viene però sollevato a fronte di un sistema operativo che ha subito con la versione 2.0, arrivata solamente di recente su alcuni (e non tutti) prodotti presentati negli ultimi mesi, uno stop importante dopo una crescita esponenziale con le primissime versioni. In molti pensavano che si trattasse del mercato del futuro, altri invece avevano scommesso sullo scoppio della bolla a seguito di questa crescita troppo rapida.
Traendo le conclusioni, parrebbe che questa seconda opzione abbia avuto la meglio con i produttori che non hanno più voluto spingere ed investire in un settore che sostanzialmente si è stagnato in favore di Apple con il suo Apple Watch e di Xiaomi con i suoi prodotti indossabili da pochissimi euro.

Il vero punto interrogativo di oggi è legato allo sviluppo della piattaforma. Cosa ci si può ancora aspettare da Android Wear? Cosa può ancora dare all’utente finale questo sistema operativo? Oggettivamente è molto difficile rispondere ad oggi perchè la cannibalizzazione ha stroncato prodotti che potevano andare avanti ancora molti anni, come il Motorola Moto 360 di seconda generazione, a discapito di un software che è arrivato troppo presto a quello che in molti hanno definito come il suo giusto capolinea.

Di contro abbiamo Apple che ha spinto in maniera corretta sui suoi prodotti con dei rilasci software graduati, mirati e specifici al fine di migliorare l’esperienza d’uso con piccole novità rilasciate praticamente con il contagocce. In questo modo a Cupertino hanno saputo conquistare il mercato senza troppo sforzo.

Google, a mio parere, deve dare l’idea di voler migliorare ed investire ancora tempo, denaro e soprattutto convinzione su questo sistema operativo. Android Wear è tutto tranne che una pessima base di partenza ma ha bisogno di uno sviluppo più concreto, lento e mirato al fine di ottenere realmente anche una piena compatibilità con tutti i prodotti su cui viene montato evitando così enormi figuracce viste anche nelle prime generazioni di prodotti che si piantarono letteralmente.

Il 2018 potrebbe quindi essere l’anno definitivo per questo OS in un senso, positivo con un’eventuale rinascita, o nell’altro, negativo con un possibile abbandono del settore per concentrarsi al meglio su altri ambiti.

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