Essential: il prossimo smartphone sarà più facile da riparare

di Claudio Stoduto 0

Ormai è sul mercato da diversi mesi il Essential Phone, il progetto guidato da Andy Rubin, ma ci sono già i rumors sulla seconda generazione.

Lo smartphone ha sicuramente in parte cambiato il mercato ed ha mostrato come ci possano essere delle potenzialità, ancora oggi, per chi volesse fare del business in questo settore. Si tratta di un processo potenzialmente difficile e rischio, vista la potenza di aziende come Huawei e Samsung non solo a livello economico, ma Essential ha indubbiamente fatto il suo in questo 2017.

Una delle criticità del primo smartphone è stata sicuramente la riparabilità. Essendo infatti realizzato totalmente in vetro, sia nella parte anteriore che in quella posteriore, lo smartphone era praticamente impossibile da porter sistemare in maniera autonoma. A tal proposito, l’azienda ha fatto sapere come stia realmente lavorando sodo in questa direzione al fine di cercare di avere un maggior grado di riparabilità nonché una miglior semplicità nello smontaggio.

Attenzione però perché questo aspetto porterà sicuramente due aspetti: uno negativo ed uno per certi versi positivo. Il primo riguarda un potenziale calo delle performance costruttive che potrebbero soffrire per via di una potenziale cover posteriore removibile o a fronte di un’esperienza modulare che (secondo gli ultimi rumors). Il secondo riguarda invece la possibilità, come accennato in precedenza, di poter dare all’utente la possibilità di mettere lui stesso le mani sopra riparando lo smartphone e risolvendo quel problema riguardante una spedizione internazionale in caso di acquisto con importazione vita la poca diffusione del brand.

Non ci sono conferme o ulteriori notizie in merito allo smartphone che potrebbe arrivare nelle primissime fasi del 2018 con magari un piccolo accenno già al prossimo CES di Las Vegas di inizio gennaio.

Nel frattempo vi segnaliamo, con molto piacere, come il primo modello stai calando velocemente di prezzo. Questo sia per le maggiori economie di scala che l’azienda sta ottenendo grazie allo sviluppo della produzione, ma anche grazie alla naturale svalutazione di un prodotto uscito sul mercato da qualche mese.

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