Note 9: un tecnico Samsung parla della qualità attuale dei sensori sotto al display.

di Nikolas Pitzolu 0

Dopo aver visto che i nuovi Galaxy S9 non hanno installato il sensore delle impronte digitali sotto al display, Galaxy Note 9 invece potrebbe averlo.

E’ da più di cinque anni che Samsung immette una famiglia di top di gamma ogni semestre: il primo è occupato dalla famiglia Galaxy S, il secondo è occupato dal singolo Galaxy Note.

Se per ovvi motivi di affidabilità e tecnologia il sensore di Synaptics non ha avuto la liberatoria – secondo i tecnici Samsung – ad essere installato sugli attuali smartphone Galaxy S9 e Galaxy S9 Plus, sappiamo che il progresso in questo settore fa passi da gigante e il prossimo semestre si potrebbe già avere una versione ottimizzata del sensore, in modo tale che possa convincere i dirigenti Samsung ad utilizzarlo nel Galaxy Note 9.

Ming-Chi Kuo di KGI Securities ha una collaborazione con Samsung per quanto riguarda le indagini di mercato e ha affermato che, confrontandosi con il team che si occupa di raccogliere le idee per realizzare Galaxy Note 9, quest’ultimo possa passare la mano un’altra volta in favore di un sensore, ancora una volta, classico.

E la motivazione è più semplice di quanto ci si possa aspettare: attualmente lo standard non soddisfa i requisiti necessari affinché vada a sostituire pienamente la tipologia di sensore che attualmente Samsung utilizza nei sui dispositivi.

In particolar modo, Kuo ha riportato la dichiarazione seguente in maniera molto personale:

“In base alla nostra comprensione delle tecnologie, le soluzioni di impronte digitali sotto al display possono attualmente presentare molti problemi tecnici (ad esempio le pellicole che vanno ulteriormente a proteggere lo schermo e ambienti con temperature diverse che influenzano in negativo i tassi di riconoscimento e il consumo di energia per effettuare lo scan)”.

Insomma, secondo i tecnici Samsung e gli analisti di KGI Securities, la tecnologia non raggiungerà gli standard necessari prima della metà del 2019 e che i sensori attualmente implementati (vedi Vivo X20 Plus UD tra tutti) hanno una loro durata nel funzionamento inferiore a quegli standard: ergo, smetteranno di funzionare molto prima.

Infine, se notate le parola volutamente in grassetto “attualmente”, questo vuol dire che Samsung sa che il futuro è fatto di sensori biometrici nascosti ed è pronta a cambiare i progetti in corso d’opera se riterrà il sensore ClearID sarà pronto a soddisfare i requisiti necessari di affidabilità.

Fermo restando che il termine utile sarà giugno, visto che poi il Galaxy Note 9 dovrà entrare nella fase di produzione e le fabbriche dovranno avere già pronti gli schematics per la realizzazione in quantità.

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