Teardown Galaxy Note 9: stato dell’arte e raffreddamento ad acqua

di Nikolas Pitzolu 0

Prima del suo arrivo sul mercato, Galaxy Note 9 è stato presentato e anche già disassemblato: vi mostriamo il teardown che svela un dispositivo ottimamente ingegnerizzato.

Quest’anno i rumors hanno pienamente colpito nel segno. Il Galaxy Note 9 è esattamente quello che hanno dipinto da mesi a questa parte, con tanto di linea di design confrontata con il predecessore Galaxy Note 8. Bisogna anche dire che, come è stato per Galaxy S9, si è continuato con la linea della coerenza: si iniziò infatti l’anno scorso con l’Infinity Display di Galaxy S8 e si è finito probabilmente con Galaxy Note 9: in attesa di Galaxy S10 che, i recenti rumors, affermano essere finalmente qualcosa di diverso.

Oggi vi sveliamo com’è all’interno il nuovo phablet dotato di S Pen e cosa ha fatto Samsung per impermeabilizzarlo e, addirittura, a raffreddare i suoi componenti tramite delle canalini in rame con all’interno dell’acqua: davvero notevole.

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E’ vero, Galaxy Note 8 e Galaxy Note 9 sono davvero molto simili lato estetico ma all’interno tutta una serie di rivisitazioni fanno in modo di avere un quadro completo di come gli ingegneri Samsung lo hanno costruito, intendendolo come un raffreddamento simile a quello di un notebook!

Ora guardate le schede madri. Ovviamente c’è un’analogia tra le due e delle disposizioni leggermente diverse per i vari circuiti e componenti in cui passa la corrente. Tra le altre cose, sui componenti vitali è presente una patina trasparente dura che li isola dall’eventuale contatto con i liquidi (ricordiamo che la società certifica IP68 lo Smartphone e anche la S Pen, quindi completamente impermeabile).

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A proposito, molti nel tempo si sono accorti che la feritoia dove alloggiare la S Pen sia estremamente profonda e priva di accorgimenti per non far accedere l’acqua. Niente paura perché la penna è impermeabile anch’essa, l’acqua può arrivare all’interno ma li si fermerebbe perché lo strato impermeabile circonda gli accessi dove risiede la scheda madre.

Ovviamente poi, per ricaricare la S Pen nel suo alloggiamento, da ora abilitato per ricaricarla visto che possiede una batteria propria, è stato utilizzato un metodo di induzione di corrente che, finché non sente un perimetro completamente asciutto, blocca il passaggio di corrente. Infine nella parte alta è presente un auricolare di discrete dimensioni che potrebbe enfatizzare i suoni e renderli più chiari e nitidi di quelli emessi in conversazione del precedente Galaxy Note 8, ma questa è una supposizione per ora pronunciata “a vista”. Il vano batteria è più grande e offre 700 mAh in più rispetto alla precedente del Galaxy Note 8.

Insomma, è vero che i terminali sono molto ma molti simili nel loro design ma mai valutare il tutto solo da questo, come possiamo notare all’interno sono state rivisitate diverse cose e, l’anno che è passato, è servito anche ad innovare in tal senso.

Speriamo che tra non molto ci saranno informazioni sul teardown del nuovo Galaxy Watch, sarebbe curioso capire come Samsung abbia reso completamente impermeabile anche il proprio smartwatch.

Fonte: Gizmochina

 

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