Sentenza Google UE: le Google Apps saranno a pagamento

di Nikolas Pitzolu 0

Avevamo già parlato della multa inflitta a Google per il presunto comportamento scorretto ma, purtroppo, c’è di più: una tantum da pagare per ogni app preinstallata su Android dal 29 ottobre!

Avevamo già parlato in un articolo riguardo la multa immensa che è stata inflitta dai commissari Europei a Google circa l’abuso di posizione dominante “cavalcata” utilizzando il suo sistema operativo Android. La decisione definitiva scaturita nella sentenza Google UE fa in modo di modificare notevolmente la struttura delle collaborazioni tra i produttori terzi e chi fornisce il sistema operativo del robottino verde, ovvero Google.

Fino ad adesso infatti la società di Mountain View forniva in licenza e gratuitamente il sistema operativo Android a chi ne facesse richiesta, “in cambio” di aver preinstallate le proprie App su ogni smartphone che ne facesse uso: YouTube, Chrome, Drive, etc. Per evitare ulteriori problemi in Europa quindi, Google ha deciso di mettere a pagamento le Google Apps. Questa nuova azione muoverà e modificherà decisamente gli asset attuali che si sono retti, fino ad ora, sul concetto del “dare e avere”.

Ma la domanda da farsi è lecita: la decisione dell’EU favorirà i consumatori o li sfavorirà? Secondo The Verge li sfavorirà perché molti produttori che realizzano smartphone Power by Android non si accolleranno il prezzo del pacchetto Google Apps, ergo, verrà messo in conto ai clienti finali che acquisteranno il prodotto.

Intanto, ecco parte della comunicazione di Google:

Innanzitutto, stiamo aggiornando gli accordi di compatibilità con i produttori di dispositivi mobili che definiscono come Android viene utilizzato per essere installato su smartphone e tablet. In futuro, i partner Android che desiderano distribuire le app di Google, possono anche creare smartphone e tablet non compatibili o con altri tipi di App per favorire lo Spazio economico europeo (SEE).

In secondo luogo, i produttori di dispositivi potranno concedere in licenza la suite di applicazioni mobili di Google separatamente dall’app Ricerca Google o dal browser Chrome. Poiché la preinstallazione di Ricerca Google e Chrome, insieme alle altre app, ci hanno aiutato a finanziare lo sviluppo e la distribuzione gratuita di Android, introdurremo un nuovo accordo di licenza a pagamento per smartphone e tablet spedito e dichiarato nel SEE. Android (senza le Google Apps, ndr) rimarrà gratuito e open source.

Terzo punto, offriremo licenze separate all’app Ricerca Google e a Chrome.

Offriamo inoltre nuovi accordi commerciali ai partner per la preinstallazione e il posizionamento non esclusivi di Ricerca Google e Chrome. Come prima, le app in competizione possono essere preinstallate insieme alla nostra senza nessun divieto.

Quindi, venendo a noi, la decisione intrapresa da Google è stata divulgata ed è contenuta in un documento ufficiale. Questa pone diverse linee guida arrivando a far pagare fino a 40 dollari per l’installazione del pacchetto Google Apps. Si, abbiamo scritto correttamente, si parla di pacchetti dal costo ben preciso con la soluzione di diversificare il costo finale per tipologia di prodotto (smartphone o tablet), in che stato il dispositivo verrà venduto e infine conterà la densità di pixel all’interno del display.

Quindi, se uno smartphone avesse un display con più di 500 ppi, la quota da pagare sarebbe la massima di 40 dollari, se il valore ricadesse all’interno del range 400 – 500 il prezzo sarà di 20 dollari e se il dispositivo avrà meno di 400 ppi l’importo sarà di 10 dollari. Google ha deciso di inserire anche un costo fisso di 2,50 dollari che verrà inserito all’interno della vendita degli smartphone di fascia bassa e in determinati Stati Europei. Se questi costi appena descritti si riferiscono agli smartphone, per i tablet il discorso è un po’ diverso. I costi fissi non potranno superare in ogni caso i 20 dollari per dispositivo.

Quindi, che si fa? Le società devono pagare per forza il pacchetto dopo la decisione dettata dall’Unione Europea o si potrà ovviare in qualche altra maniera? Un modo c’è ed è quello di interfacciarsi direttamente con Google per trovare un accordo. La società produttrice degli smartphone Pixel si offre volontaria a trovare una soluzione per abbassare o addirittura azzerare l’importo fisso. Per fare questo i produttori potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di preinstallare sui dispositivi le App Chrome e Google Search.

E qui entra però in gioco un punto che le società più piccole non potranno ignorare. Mettiamo il caso che un produttore non avesse intenzione di preinstallare Chrome, lo stesso non riceverà nemmeno la monetizzazione ad esso destinata dal programma ricerca. Questa infatti è direttamente generata da quello smartphone per il brand che lo costruisce.

Infine, la decisione dell’Unione Europea non dice da nessuna parte che Google debba regalare l’utilizzo dei propri servizi ne tanto meno decidere di pagarne lei stessa le spese di gestione. Quindi, senza un accordo tra le parti siglato produttore per produttore, i costi delle Google Apps verranno pagate dagli OEM e quest’ultimi potrebbero rivalersi sui clienti per coprire il costo sostenuto.

Fonte: The Verge

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