Obsolescenza programmata: milioni di euro di multa per Samsung ed Apple

di Nikolas Pitzolu 0

L’Italia aggiunge un altro primato che è quello di essere il primo paese al mondo a tutelare i consumatori dall’obsolescenza programmata infrangendo multe di milioni di euro a Samsung e ad Apple!

La notizia è questa: Samsung ed Apple sono state raggiunte da una multa del Garante Italiano dei consumatori per avere effettuato pratiche scorrette a discapito dei consumatori, sotto il profilo dell’obsolescenza programmata. Cosa vuol dire tutto ciò? Che i due giganti aziendali hanno avuto interesse nel tempo a manipolare e manomettere il software degli smartphone da loro stessi prodotti per accelerare la sostituzione ai modelli successivi.

Samsung ha ricevuto una multa da 5 milioni di euro mentre Apple da 10 milioni di euro. La società di Cupertino si ha visto raddoppiare la multa rispetto alla sua concorrente per via della mancata comunicazione riferita al deterioramento delle batterie installate negli iPhone che causavano la conseguente perdita prestazionale di iOS.

Per quanto riguarda Samsung invece, l’accusa – poi confermata dalla stessa azienda – è di aver obbligato i possessori di Galaxy Note 4, Galaxy S6, S6 Edge ed S6 Edge Plus ad installare un ultimo aggiornamento di Android cui è stato confermato che sollecitava in maniera massiccia i componenti hardware all’interno legati al consumo di batteria. Questo è sfociato molto spesso in problematiche di autonomia ridotta ai minimi termini, problemi nella ricarica e disfunzioni generali che, per via degli oltre due anni di vita dello smartphone, non lasciavano scampo ai possessori dei suddetti dispositivi.

Prima di andare ad analizzare le accuse verso Apple, ecco il comunicato del Garante Italiano dei consumatori:

Ad esito di due complesse istruttorie – spiega l’Antitrust –  l’AGCM ha accertato che le società del gruppo Apple e del gruppo Samsung hanno realizzato pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo in relazione al rilascio di alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi. Tali società hanno, infatti, indotto i consumatori – mediante l’insistente richiesta di effettuare il download e anche in ragione dell’asimmetria informativa esistente rispetto ai produttori – ad installare aggiornamenti su dispositivi non in grado di supportarli adeguatamente, senza fornire adeguate informazioni, né alcun mezzo di ripristino delle originarie funzionalità dei prodotti.

La società di Cupertino invece, oltre al caso delle batterie e delle prestazioni strettamente correlato tra loro, è stata accusata di aver “proposto insistentemente” l’aggiornamento di iOS 10 per iPhone 6, iPhone 6S, iPhone 6 Plus e iPhone 6S Plus.

Questo, secondo l’accusa, ha portato a richieste esose e fuori luogo in termini energetici e ha portato in un periodo di tempo molto stretto a degli spegnimenti improvvisi. La posizione di Apple poi si è ulteriormente aggravata per via della correzione apportata con iOS 10.2.1 che risolveva i problemi di spegnimento, a discapito però della diminuzione delle prestazioni.

E’ la prima volta al mondo che viene condannata un’azienda con l’accusa di obsolescenza programmata, questo è stato possibile allegando prove e inchieste di complesse istruttorie.

Fonte: TGCOM24

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