Google Pixel 3/3 XL: più evoluti ma non perfetti – RECENSIONE

di Francesco Siciliani 0

Google Pixel 3 è la nuova generazione degli smartphone “Made by Google”. I due nuovi modelli arrivano con tantissimi miglioramenti rispetto al passato ma non sono esenti da difetti. Uno dei più fastidiosi? Le dimensioni, fuori scala, del Notch sul modello XL. Ma scopriamo tutto nella nostra recensione completa!

Design

Il design non viene significativamente stravolto rispetto al passato. Si tratta di un restyling pacato e non eccessivo che rende i nuovi device di Google sicuramente più moderni ed eleganti ma senza stravolgerli e senza – cosa fondamentale – cambiargli personalità. Fondamentale al feedback è l’impiego del vetro sulla parte posteriore, che risulta piacevole al tatto grazie ad una finitura satinata molto particolare. Resta poi presente l’uso dell’alluminio e parte di rivestimento in plastica sul retro. Le linee restano le stesse, così come le proporzioni e questo non va a snaturare i dispositivi di casa Google anche se ci sono due considerazioni distinte da fare sui due diversi modelli.

Partiamo dal più piccolo Pixel 3, che risulta un po’ anacronistico con queste grosse cornici superiori ed inferiori che però sono simmetriche e che rendono il dispositivo pulito senza Notch o tacche sul display. Ci sono tanti smartphone con il Notch ormai quindi la scelta di Google può essere apprezzata da chi cerca un display più tradizionale.

Il Pixel 3 XL invece osa di più con la presenza del Notch. Qui la cornice superiore è sensibilmente ridotta, eppure c’è sempre qualcosa che stona. A parte la non simmetria tra la cornice superiore e inferiore, il problema più “grosso” – nel vero senso della parola – è il Notch. Ma non perchè Google abbia scelto di inserire una tacca sul display di questo Pixel 3 XL, bensì per le sue dimensioni davvero esagerate. Non è una tacca estesa per lunghezza ma ha un’altezza davvero fuori misura. E’ davvero sgradevole alla vista perchè fornisce un feedback visivo al quale è difficile abituarsi. Questione di gusti, sia chiaro, ma è un particolare che non può non saltare all’occhio.

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Parlando invece di ergonomia, il modello più piccolo se la cava benissimo con le dimensioni più giuste per uno smartphone da usare tutti i giorni anche con una sola mano. Certo, non integra un display grande come quello del modello XL, ma è decisamente più maneggevole, compatto e carino da guardare. Il Pixel 3 XL invece è esageratamente grande, un po’ come iPhone XS Max e integra un display incredibile. Peccato che Google non abbia pensato ad una modalità di utilizzo facilitato con una sola mano, il che rende molto più complicato l’uso di questo smartphone in situazioni difficili. Fortunatamente entrambi i dispositivi sono molto sottili e bilanciati. Le dimensioni, nel dettaglio sono le seguenti:

  • Pixel 3 – 145,6 x 68,2 x 7,9 millimetri con peso di 148 grammi e display da 5,5 pollici
  • Pixel 3 XL – 158 x 76,7 x 7,9 millimetri con peso di 184 grammi e display da 6,3 pollici

Per concludere con il design, troviamo sul retro il logo di Google, il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali e una singola fotocamera, sul frontale le due fotocamere, i sensori, speaker e capsula auricolare e sul lato destro i pulsanti. Il lato sinistro resta libero mentre sulla parte inferiore troviamo lo slot per la SIM e il connettore USB-C. A completare il corredo, troviamo sulla parte superiore il secondo microfono. Manca il jack da 3,5mm per le cuffie. Viene poi assicurata la certificazione IP68 per l’impermeabilità.

Si è parlato molto in rete della facile presenza di graffi sul retro di questo Pixel 3. Noi abbiamo usato i dispositivi, senza cover, durante tutto il periodo di test e non segnaliamo graffi o danni sul retro. Certo, nessun dispositivo ha subito urti, cadute o incontri ravvicinati con chiavi e oggetti appuntiti, eppure il frontale del modello XL ha presentato alcuni graffi imprevisti semplicemente dopo essere stato estratto dalla tasca del pantalone.

Che ci sia stato un problema con l’unità in test, magari per il rivestimento Gorilla Glass 5, non possiamo saperlo. Sta di fatto che, nelle stesse condizioni, il Pixel 3 non ha presentato alcun tipo di danno.

Display

Il display è finalmente stato migliorato rispetto a quello della generazione precedente. Ora siamo davvero contenti di fruire di contenuti multimediali con questi smartphone. I colori sono calibrati decisamente meglio, così come gli angoli di visuale. Mettendo a confronto, infatti, questi nuovi Pixel 3 con i Pixel 2 abbiamo notato una grossa differenza proprio nella gestione degli angoli di visuale e nel bianco, che variava troppo tonalità sul modello precedente. Ora i pannelli montati su questi nuovi smartphone offrono un’esperienza davvero di alto livello. Sembra di stare su un’altra categoria guardando quelli dell’anno scorso. Molto bene, Google.

Parlando di dati tecnici troviamo un display da 5,5 pollici sul modello più piccolo e un display da 6,3 pollici sul modello più grande. Il Pixel 2 XL, per confronto, monta un display da 6 pollici. Entrambi i display sono di tipologia OLED e vengono protetti da vetro Gorilla Glass 5. Cambia però la risoluzione tra i due modelli:

  • Pixel 3: display Full HD+ da 5,5 pollici OLED (443 ppi) in rapporto 18:9
  • Pixel 3 XL: display QHD+ da 6,3 pollici OLED (523 ppi) in rapporto 18.5:9

Le caratteristiche comuni sono relative a colori e contrasto, compresa la certificazione UHDA per lo standard HDR. Per essere tecnici, il rapporto di contrasto + pari a 100.000:1 mentre per quanto riguarda i colori troviamo profondità completa a 24 bit o 16,77 milioni di colori.

Abbiamo però notato, dalle nostre prove, una possibile differenza in termini di refresh rate dello schermo. Sebbene non ci siano misurazioni certe o dati ufficiali o attendibili, mettendo entrambi i display sotto la stessa luce ambientale e riprendendo il display con la stessa fotocamera e gli stessi settaggi, il Pixel 3 presentava molte bande che scorrevano sul display, a differenza del più grande che invece non presentava disturbi durante la registrazione. Mancano chiaramente dati ufficiali o test professionali per stabilirlo, ma la nostra impressione è stata questa. Chiaramente indagheremo per approfondire e cercare di capire il perchè di questa differenza.

Tutto sommato i display si prestano benissimo a qualsiasi tipo di operazione, che sia per intrattenimento, social networking, produttività, videogiochi, ritocco fotografico e via discorrendo. Molto piacevole in tutte le condizioni, quello di Pixel 3 XL ha davvero una marcia in più in termini di risoluzione, sebbene anche il piccolino se la cavi egregiamente con quei 433 ppi.

Hardware

I Pixel 3 sono potenti e reattivi. C’è poco da dire. Anche se montano un SoC che a breve sarà spodestato dalla sua naturale evoluzione. Rispetto all’anno scorso troviamo un salto di qualità nel processore che passa dallo Snapdragon 835 allo Snapdragon 845, stesso processore dei migliori top di gamma di quest’anno. Peccato che a breve questo chip verrà sostituito dal più performante Snapdragon 855 con il pieno supporto alle reti 5G. Ci saranno tanti smartphone che usciranno a breve con questo nuovo SoC e Pixel 3 potrebbe soffrire la concorrenza, se parliamo solo di scheda tecnica. A livello di esperienza però, sappiamo bene che non ci saranno limiti o disagi, merito anche del software che vedremo dopo.

Pixel 3 e Pixel 3 XL quindi montano il SoC Qualcomm Snapdragon 845, coadiuvato da 4GB di RAM, che non sono troppi ma che risultano comunque sempre sufficienti su questa versione di Android 9 Pie ottimizzata per i Pixel.

Presente il chip Pixel Visual Core, che da supporto alla grafica Adreno 630 e che rende ogni sessione di gioco impeccabile sotto ogni punto di vista. Lo storage è da 64GB oppure 128GB per entrambi i modelli e non è espandibile, come da tradizione. Questo significa che bisognerà valutare attentamente il taglio di memoria in fase di acquisto, analogamente a quanto succede con gli iPhone di Apple.

Quindi, in sostanza, l’hardware è molto ben sviluppato e offre ottime performance in accoppiata ad un software ben ottimizzato. A breve potrebbe essere superato dai nuovi processori ma offrirà sempre un grandissimo livello di potenza e affidabilità.

Da segnalare la presenza del chip dedicato Titan M per la sicurezza su Android e Google Pixel dei dati sensibili degli utenti, come le password.

Connettività

La connettività è assicurata grazie al supporto del WiFi ac dual band, Bluetooth 5.0, GPS, GLONASS, NFC e 4G LTE. Nessun calo di performance rilevato durante i test: la rete dati (cellulare e WiFi) funziona sempre in modo impeccabile. Anche la qualità delle chiamate è elevata, niente di cui lamentarsi.

Batteria

La batteria è molto interessante, soprattutto sul modello più grande. Ci troviamo davanti ad una capacità da 2915 mAh sul Pixel 3 e di ben 3430 mAh sul Pixel 3 XL. Tutto questo si traduce in performance piuttosto soddisfacenti con autonomia residua che arriva a sera anche durante gli utilizzi più stressanti.

Abbiamo sicuramente apprezzato maggiormente l’autonomia del modello più grande che, nonostante il display più risoluto, riesce davvero bene ad ottimizzare i consumi. Il Pixel 3 invece garantisce un’ora in meno di autonomia, in media, ma si conferma solido e senza sprechi di energia. In più, la batteria adattiva di Pixel 3 apprende i comportamenti nel tempo e limita il consumo della batteria per le app che vengono usate meno.

La ricarica avviene rapidamente grazie al supporto alla ricarica rapida 18W tramite cavo USB-C. Ma non è tutto qui perchè quest’anno i Pixel 3 possono essere ricaricati wireless su qualsiasi basetta Qi. La basetta realizzata da Google, chiamata Pixel Stand, è molto bella e funzionale e offre il supporto alla ricarica e ad altre funzioni, come vedremo tra poco.

Pixel Stand

Questa basetta di Google funziona con tutti i dispositivi che supportano la ricarica rapida ma abilita alcune funzionalità specifiche sui Pixel. Parliamo della possibilità di avere a disposizione l’assistente Google su display always on, della possibilità di sfruttare appieno lo stand come sveglia e la possibilità di guardare sullo schermo uno slideshow delle fotografie preferite durante la ricarica.

Infatti possiamo usare il Pixel Stand come sveglia e permettere al dispositivo di illuminarsi simulando le luci dell’alba. Poi possiamo guardare tutti gli appuntamenti della giornata, pianificare la routine con Google Assistant e poi partire con la giornata. A fine giornata, la basetta abiliterà la modalità non disturbare e sarà pronta a ricaricare il dispositivo.

Certo, si tratta di piccole chicche magari non indispensabili ma se volete il massimo da Pixel 3 allora la basetta va assolutamente acquistata. Chi non cerca queste features potrà risparmiare o magari scegliere di acquistare un taglio di memoria più capiente per il Pixel 3.

Pixel Stand costa 79€ e integra alimentatore e cavo USB-C da 1,5 metri. La ricarica offerta da questa basetta è fino a 10W.

Audio

L’audio è di alto livello, ottimizzato per essere pulito e bilanciato e per non presentare attenuazioni involontarie o cali di performance. Infatti l’audio stereo è perfettamente studiato per essere sempre a piena disposizione dell’utente grazie al posizionamento frontale degli speaker.

Tutto questo si traduce in un’esperienza pulita e coinvolgente anche a volume massimo, senza disturbi o problemi. Ottima la qualità anche per la fruizione di film e serie TV. Di buon livello anche le cuffiette incluse in confezione. Sempre in confezione è presente l’adattatore USB-C – Jack 3,5mm per chi non riesce a separarsi dalle cuffie con connettore Jack.

Software

A livello software troviamo l’ultima versione di Android disponibile al momento. Quindi troviamo Android 9 Pie aggiornato con le ultime patch di sicurezza disponibili. Ancora, non parliamo di Android stock ne di Android One. Questa versione, che per comodità chiamiamo “Android Pixel” è ottimizzata per questi dispositivi e raggiunge livelli di affidabilità davvero impressionanti per il mondo Android. Gestures, funzioni dedicate, performance, UI, naturalezza dell’esperienza d’uso e tanto altro rendono i Google Pixel gli anti-iPhone per eccellenza. Tutto merito di una sola cosa: integrazione e ottimizzazione di hardware e software da parte di Google.

Presente la funzionalità Active Edge che permette di stringere il dispositivo in mano per attivare l’assistente Google, così come sono presenti scorciatoie e gestures per eseguire diverse operazioni, come ad esempio attivare il “non disturbare” girando il display dalla parte dello schermo.

Interessantissimo poi il sistema che analizza l’uso del device e le abitudini dell’utente e che fornisce un riepilogo su quanto e come è stato usato lo smartphone. E’ quindi possibile tenere traccia del tempo speso con Pixel 3 e impostare limiti di utilizzo o timer per non esagerare con una o più applicazioni. Non si tratta di una novità esclusiva in quanto Apple ha introdotto in iOS 12 la medesima funzionalità per i propri iPhone e iPad, ma è davvero utile per prendere consapevolezza con gli utilizzi dello smartphone.

Ma non si può risparmiare una critica importante, durissima, a Google per non aver ben ottimizzato il Notch. Purtroppo, sebbene il software sia quasi perfetto, questo punto ci ha davvero deluso, tanto, troppo. E’ inaccettabile che su un device che si fa vanto dell’esperienza d’uso manchi l’ottimizzazione per il Notch. Android 9 Pie è stato pensato per integrare anche questa soluzione e poi, si tratta di un software ottimizzato per un device di Google stessa e non di altri produttori. Quindi non è accettabile che tante applicazioni risultino non pienamente sfruttabili a causa di contenuti oscurati dal Notch. Meglio rimuovere quella parte di display durante l’uso delle app che “bucare” l’interfaccia con il Notch. Speriamo che in futuro ci siano miglioramenti in questo senso, anche per le app terze.

Vengono promessi poi gli aggiornamenti software per tre anni e chiaramente non manca Google Assistant. Piccola chicca: se si tocca il display tante volte con la schermata di Android Pie aperta, si aprirà un editor per la scrittura a mano libera come easter egg.

Fotocamera

Sempre e solo fotocamera singola. Così Google sfida tutti i suoi competitors multi-camera. E la qualità è sorprendente.

Troviamo una fotocamera Dual Pixel da 12,2 megapixel con apertura f/1.8, messa a fuoco automatica più tecnologia Dual Pixel a rilevamento di fase, stabilizzazione ottica (OIS) combinata a quella elettronica (EIS), sensore spettrale che aiuta a ridurre i fastidiosi effetti di luce e campo visivo da 76°.

La fotocamera posteriore registra ad un massimo 4K a 30fps. Mancano le modalità super slo-mo e si arriva al massimo a 240fps a 720 pixel.

Sul frontale troviamo due fotocamere da 8 megapixel, di cui una grandangolare e una tele. Le specifiche di seguito:

  • Fotocamera grandangolare: apertura f/2.2 e campo da 107°
  • Fotocamera teleobiettivo: apertura f/1.8 e campo da 75°

In questo caso la massima risoluzione disponibile è 1080p a 30fps.

A piena luce la qualità è davvero incredibile, con un livello di dettaglio notevolissimo e una buonissima gestione di luci e colori. Google ha fatto miracoli e ha reso questa fotocamera davvero uno strumento incredibile per chi scatta da smartphone. Supera molti dei top di gamma che abbiamo avuto modo di provare fino ad ora. La modalità ritratto è tutta gestita via software e restituisce una grande precisione. Insomma, non ci sono appunti da fare. Di sera la qualità scende un po’, come è normale che sia, ma anche qui l’elaborazione della Google Camera riesce a salvare la situazione. Il risultato è pochissimo rumore e immagini decisamente piacevoli. Solo un appunto: di notte alcune luci rischiano di sembrare troppo sature oppure con una leggera variazione nella temperatura di colore.

Ci sono le foto sferiche e c’è Playground che include adesivi e personaggi da includere in foto e video con la tecnologia AR.

I video però sono leggermente sottotono rispetto a quanto offerto dalle foto. Chiariamoci, si parla sempre di qualità 4K con una stabilizzazione niente male ma mancano i 60fps e i super slow motion. Una fotocamera sicuramente concreta e affidabile in tutte le condizioni. Sul frontale la situazione è leggermente meno intrigante ma non ci si può comunque lamentare.

Ancora una volta quindi, ottimo lavoro da parte di Google con una singola fotocamera che ottiene incredibili risultati tramite l’ottimizzazione software.

Prezzi e conclusioni

Google Pixel 3 e Google Pixel 3 XL sono disponibili in tre varianti di colore: nero, bianco e rosa. I prezzi partono da 899€ per il Pixel 3 e da 999€ per il Pixel 3 XL, arrivando a 999€ per il Pixel 3 con storage da 128GB e a 1099€ per il Pixel 3 XL con storage da 128GB.

In realtà il listino ufficiale di Google fa storcere un po’ il naso a chi cercava una buona occasione per acquistare il Pixel 2 XL, che costa ad oggi 989€, un prezzo decisamente esagerato. Certo, online si può cercare il modello precedente a meno (su Amazon a circa 665€) ma considerando le migliorie, è d’obbligo scegliere il nuovo Pixel se si vuole il massimo da Android in termini di esperienza d’uso, integrazione con il sistema operativo e fotocamera.

I competitors non mancano sulla fascia dei top di gamma quindi come si distingue un Pixel dagli altri top Android? Semplicemente per la filosofia di proporre una fantastica fotocamera singola, a differenza di tutti gli altri, e per la migliore esperienza software Android.

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