OnePlus: è la fine dell’idillio con il modding?

di Claudio Stoduto 0

Potrebbe essere arrivata la fine del grande matrimonio fra OnePlus ed il mondo del modding, una delle branche che fino ad oggi ha spinto tanto l’azienda cinese in alto anche fra gli appassionati del mondo Android.

Arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia secondo la quale potrebbe cambiare letteralmente tutto nel mondo di OnePlus (e non solo) con le recenti prese di posizione da parte dell’azienda verso gli sviluppatori indipendenti e/o coloro che puntano tutto sulla customizzazione e personalizzazione del proprio smartphone con il sistema operativo di Google. Infatti le cose sono sostanzialmente cambiate rispetto al precedente modello, il OnePlus 6, quando l’azienda forniva non soltanto i terminali alle varie redazioni stampa in giro per il mondo, ma anche a vari sviluppatori terzi divenuti famosi nel mondo Android per la loro dimestichezza con lo sviluppo di kernel e custom ROM. L’annuncio è stato fatto da John Wu, il creatore di Magisk, il quale ha voluto confermare e ribadire come le cose con il OnePlus 6T siano letteralmente cambiate e che il tutto vada in una direzione che non piacerè per nulla a chi è appassionato al mondo del modding per Android. Niente unità in omaggio, quindi niente più sviluppo. Ergo parrebbe che la scelta della società cinese vada vista nell’ottica secondo cui ora, dopo anni di affidamento, ci si sia stato uno scaricamento per quanto riguarda la community del modding per intero in favore del proprio software e null’altro per i propri terminali. Spazio quindi ufficialmente solo alla OxygenOS con le sue declinazioni nel corso del tempo e niente di più purtroppo. Nessuna altra fomentazione nello sviluppo software di terzi e nemmeno di andare oltre laddove si chieda e creda di poter sviluppare altro in termini di custom ROM o kernel sui vari smartphone. Quei tempi sono purtroppo finiti e tutti dovrebbero farsene una mezza ragione.

La scelta fatta dall’azienda parrebbe essere stata confermata nel corso delle ore successive alla bomba mediatica lanciata dagli sviluppatori indipendenti. Pare inoltre che, nonostante tutto, la società non abbia affatto intenzione di voler tornare sui propri passi aprendo a due scenari del tutto contrapposti fra di loro. Il primo riguarda da un lato la possibilità di avere una sorta di clientela contenta del proprio smartphone OnePlus già di fabbrica e che non voglia aggiungerci altro sotto nessun punto di vista. Dall’altra parte invece abbiamo una possibile rivolta popolare che, se entrerà in atto, potrebbe causare non pochi problemi all’azienda cinese. Sappiamo come spesso il potere degli utenti sia quello di poter anche muovere richieste forti nei confronti delle stesse grandi aziende tecnologiche, che le piaccia o meno, anche perché, a conti fatti, senza di loro essere non sarebbero oggi ai posti che tanto decantano nelle varie conferenze stampa. Se così fosse OnePlus avrebbe una gran bella gatta da pelare sotto tanti punti di vista con la speranza poi di poter trovare anche una soluzione civile ed in grado di accontentare un po’ tutti quanti. Fossimo noi in OnePlus, al netto degli ottimi prodotti questo è chiaro, non faremmo comunque arrabbiare gli utenti seppur rappresentanti di una piccola nicchia di mercato. Ma non per non inimicarli  nei confronti della stampa e dare il brutto esempio, ma per il semplice motivo che sarebbe una mossa forse con più aspetti negativi da gestire che positivi all’atto pratico.

Che possa essere arrivato il momento della partenza di una nuova fase strategica da parte di OnePlus? Forse si ora non ci resta che attendere il prossimo OnePlus 7, previsto per maggio 2019, per capire se il tutto si ripeterà oppure se verrà confermata la linea vista e portata avanti in queste ultime settimane.

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