Dirigente Huawei arrestato in Polonia con l’accusa di spionaggio

di Nikolas Pitzolu 0

Continuano le problematiche in casa Huawei. Non per gli smartphone ma per le relazioni minacciose che i suoi esponenti hanno stretto con la malavita.

Huawei è davvero in un periodo magico! Ma un periodo magico può essere sia positivo che negativo!

Dal punto di vista degli smartphone si può affermare che la società sia in profonda crescita, sopratutto nella fascia medio-alta dove la realtà Cinese non solo produce ottimi smartphone Android ma, nel 2018, ha dimostrato di aver realizzato proprio i migliori!

P20 Pro e Honor 10, passando per tutta l’immensa famiglia di smartphone Lite, arrivando al Mate 20 Pro e all’innovazione di Honor Magic 2. Insomma, la qualità c’è e si vede.

E per quanto riguarda le cose negative, ci sono alcuni grattacapi relativi all’ambito sicurezza che, volenti o nolenti, fanno il giro del mondo. Dopo le vicende Americane, tutt’altro che sopite, ai dubbi sullo spionaggio oltre confine si è aggiunta anche l’Inghilterra e ora anche la Polonia. L’ultima notizia infatti ci riporta che proprio nel paese appena citato è stato arrestato il direttore generale che si occupa del ramo relativo alle vendite al dettaglio dei prodotti Huawei: Weijing W.

L’accusa? Analoga alle altre: accusa di spionaggio con rapporti di comunicazione segreti tra la Polonia e la propria patria Cinese. Per rispettare la privacy sia del dirigente Huawei sia delle autorità che stanno svolgendo le indagini, non è stato reso pubblico alcun dettaglio del post-arresto. Si sa solo che la società non ha diramato alcun comunicato ma si limita a seguire la vicenda per poi itervenire non appena ci sarà qualcosa di concreto.

Oltre a Weijing W. (di Nazionalità Cinese) è stata arrestato anche un cittadino polacco – Piotr D. – con l’accusa di aver dato una mano al massimo dirigente Huawei in Polonia a trasmettere i dati riservati nel proprio paese di appartenenza, appunto la Cina. Questo è stato possibile perché la posizione di Piotr D. era molto consona alla manipolazione dei dati, ergo, lavorava nei Servizi Segreti al servizio del suo paese fino al 2011 dove, alla fine, è stato allontanato per illeciti riguardo la corruzione.

Man mano sapremo sicuramente qualche dettaglio in più ma questa situazione in casa Huawei non fa bene ne allo spirito ne all’immagine dell’Azienda. E’ vero che occupa le pagine dei giornali, ma il punto è che le occupa con delle accuse che bene sicuramente non fanno.

Questa macchia si sta sempre più espandendo e speriamo che finalmente si farà luce sulla verità.

Fonte: Gizmodo

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