Recensione Huawei P30 Pro: una reflex sempre in tasca! – VIDEO

di Andrea Cervone 0

Presentato a Parigi qualche giorno fa, Huawei P30 Pro è il nuovo top di gamma del brand cinese che si propone come logica evoluzione del riuscitissimo Huawei P20 Pro dello scorso anno. I punti di forza, sulla carta, sono sempre gli stessi, ma quest’anno Huawei P30 Pro si presenta con un pacchetto hardware rivisto e migliorato per il nuovo anno: arrivano uno zoom ottico fino a 5X, il nuovo processore Kirin 980 e anche dei nuovi metodi di sblocco.

Design

Il design di Huawei P30 Pro può piacere… ma stra-piacere. È un dispositivo particolarissimo sul retro, soprattutto se lo scegliete in una delle nuove colorazioni – quella che ho io è la Crystal White e mi piace tantissimo – mentre sul fronte risulta parecchio anonimo, tendendo ad assomigliare non solo ad altri prodotti del brand ma a proposte recenti di altre aziende. Rispetto a P20 Pro e a Mate 20 Pro si restringe il notch, nonché (rispetto al primo) la cornice inferiore che adesso non ospita più il tasto frontale. Sul retro troviamo invece un modulo con quattro fotocamere e con il LED flash.

C’è sicuramente un po’ di confusione sulla back cover, ma le già citate colorazioni, nonché la resa fotografica di cui parleremo più avanti, fanno accettare di buon grado questo compromesso. Il telefono presenta inoltre delle curvature, sia sulla back cover che sui bordi dello schermo, mentre nella parte superiore e in quella inferiore del telefono troviamo una cornice non bombata ma piatta. Nel complesso questo design tende a risultare un po’ scivoloso, complici anche le dimensioni che sono leggermente cresciute rispetto a P20 Pro e Mate 20 Pro.

Sensori di sblocco

Non essendoci tasti frontali su Huawei P30 Pro, lo sblocco con l’impronta è affidato ad un sensore integrato al di sotto dello schermo e posizionato leggermente più in basso rispetto a quanto visto su Huawei Mate 20 Pro. La posizione è sicuramente più comoda per raggiungere al volo il sensore con il pollice; in più anche la velocità e la precisione dello sblocco sono state migliorate rispetto a Huawei Mate 20 Pro.

In alternativa troviamo il riconoscimento del volto, con tanto di raise-to-wake, ma che rispetto a Mate 20 Pro è soltanto bidimensionale: questo espone gli utenti ad una sicurezza minore e soprattutto all’eventualità di non riuscire a sbloccare il dispositivo in condizione di luce non favorevole. Un vero peccato.

Schermo

Lo schermo di Huawei P30 Pro è un’unità AMOLED con diagonale da 6.47 pollici e risoluzione “solo” FullHD+, chiaramente in formato 19:9 come ormai tradizione in casa Huawei. Questa unità offre inoltre la certificazione HDR, chiaramente all’interno di app che supportano questa tecnologia. Ma chiaramente il dato più interessante è sicuramente la risoluzione, come detto “solo” FullHD+: Huawei ha fatto una scelta precisa, puntando su un pannello meno risoluto rispetto a quello di Huawei Mate 20 Pro e questo è sicuramente un tasto dolente se cercate prima di tutto uno schermo completo e affidabile per ogni tipologia di utilizzo.

Diventa però un aspetto positivo dal punto di vista dei consumi, dato che questo pannello tende a consumare parecchio di meno rispetto a quello di Huawei Mate 20 Pro (anche se, come vedremo più avanti, sull’autonomia ci sono delle considerazioni da fare). Risoluzione a parte questo schermo AMOLED sorprende per la sua ottima luminosità e per la riduzione quasi totale dei riflessi, nonché per l’angolo di visione quasi perfetto e per l’ottimo contrasto.

Hardware

Il cuore di Huawei P30 Pro è il chipset Kirin 980, lo stesso che abbiamo già visto e testato sul campo con Mate 20 Pro. Le prestazioni sono infatti praticamente le stesse del top di gamma di ottobre: il telefono si dimostra fluido e scattante – grazie anche agli 8 GB di RAM a disposizione – e gestisce benissimo le temperature durante l’utilizzo più intenso. Pochissime sorprese dal punto di vista hardware, quindi, rispetto ai precedenti modelli e anche con Huawei P20 Pro la differenza in termini prestazioni è assolutamente ridottissima.

A livello di memoria, invece, si parte da 128 GB e si sale poi a 256 GB per il modello top; in entrambi i casi la memoria è espandibile ma non tramite la classica microSD, bensì con la Nano Memory Card di Huawei, presente anche su Mate 20 Pro.

Connettività

A livello di connettività Huawei P30 Pro garantisce il supporto a tutte le bande nazionali e supporta la rete 4.5G fino a 1400 Mbps (con supporto al dual-sim); troviamo poi anche il WiFi dual-band (2.4Ghz – 5 Ghz) il Bluetooth 5.0, l’NFC, il blaster ad infrarossi, il GPS/GLONASS e l’USB-C 3.1 per ricarica e sincronizzazione.

Ottima anche la ricezione del dispositivo che riesce a farci navigare (e chiamare) anche in zone in cui la copertura è scarsa o assente su altri smartphone. Buona anche la qualità del microfono e sorprendentemente buona anche quella della capsula-schermo.

Audio

E qui casca l’asino: purtroppo dopo il compromesso di Huawei Mate 20 Pro, con P30 Pro l’azienda sceglie di far scomparire del tutto la capsula auricolare, integrandola direttamente nello schermo; questo significa però rinunciare all’audio stereo, in quanto l’unico vero speaker è quello posto nella parte inferiore destra del dispositivo.

L’audio che ne fuoriesce è decisamente buono, ma si tratta pur sempre di una soluzione mono in un mercato in cui ormai praticamente tutti i top di gamma adottano uno speaker stereo. La soluzione migliore per la riproduzione audio è quindi quella di utilizzare delle pratiche cuffie Bluetooth (dato che manca il jack delle cuffie) e godersi quindi l’ascolto in stereo e soprattutto in qualità superiore.

Fotocamera

Uno dei punti su cui Huawei ha lavorato meglio quest’anno è senza dubbio il modulo fotocamera: su P30 Pro troviamo infatti ben 5 sensori, quattro posteriori e uno anteriore. Partendo proprio da quest’ultimo, la selfie cam utilizza un sensore da ben 32 megapixel che permette di catturare tantissimi dettagli nei volti. L’angolo è anche piuttosto pronunciato, quindi è possibile far entrare nella scena diversi soggetti nei nostri selfie. Passando però alle fotocamere posteriori, è qui che Huawei ha dato il meglio di se. Il modulo verticale prevede tre sensori principali: il primo è un sensore da 40 megapixel con apertura focale pari ad f/1.6 e stabilizzazione ottica e con la tecnologia SuperSpectrum che consente di catturare molta più luce e di estendere il range di ISO fino a 409.600; il secondo sensore è quello grandangolare da 20 megapixel con apertura focale f/2.2; il terzo sensore è infine quello da 8 megapixel in grado di offrire uno zoom ottico fino a 5X con stabilizzazione ottica e apertura focale f/3.4; grazie a quest’ultima fotocamera è inoltre possibile ottenere uno zoom ibrido fino a 10X e uno zoom digitale fino a 50X (quello che Huawei chiama SuperZoom). A questo comparto ultracompleto si aggiunge inoltre un sensore ToF 3D dedicato alla gestione della profondità di campo nei selfie che aiuta ad ottenere l’effetto ritratto.

Ma dopo tanti dati arriviamo alla vera domanda: come vengono le foto di Huawei P30 Pro? Bene, benissimo. Abbiamo potuto provare il telefono quasi per una settimana intera nella bellissima cornice di Parigi, testando in modo completo tutti i sensori a disposizione del nuovo top di Huawei. La prima novità percepita è l’Intelligenza Artificiale, adesso attivabile in modo opzionale e soprattutto disattivatile con un semplice tap sull’apposito pulsante “AI”, senza recarsi nelle impostazioni della fotocamera; gli scatti vengono bene in ogni caso, ma la sensazione è che adesso la fotocamera gestisca in automatico alcuni parametri (come il colore, l’esposizione, l’HDR, ecc) e l’AI si limiti magari a suggerire soltanto se ricorrere o meno a determinate funzioni (come la modalità super-macro, il grandangolo, ecc). Partiamo dalla prima ottica, quella da 40 megapixel: gli scatti ottenuti con questa fotocamera sono senza dubbio quelli più bilanciati e definiti ad oggi su uno smartphone: la resa è ottima sia di giorno che di notte (anche se non riuscirete a fotografare ne la galassia ne la faccia nascosta della luna…) e la riproduzione dei colori è fedele. Buono anche l’effetto dell’HDR quando entra in azione.

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Conferme positive anche per l’ottica grandangolare che si comporta esattamente come quella già provata su Mate 20, regalando scatti non definiti come quelli della lente standard ma sicuramente più “emozionanti” e con una distorsione contenuta agli angoli (in questo P30 Pro e Mate 20 Pro fanno sicuramente migliore del Galaxy S10/S10+). Passando invece al sensore che gestisce lo zoom, qui le cose si fanno davvero interessanti. Partiamo dalla fine però: lo zoom digitale è utilizzabile fino a 30X circa, da li in poi tende inevitabilmente a sgranare e, nonostante la stabilizzazione ottica, può risultare difficile tenere al centro dello schermo il soggetto ingrandito. È comunque interessantissima la possibilità offerta da Huawei con questo dispositivo: in giro per Parigi sono riuscito a zoomare su dettagli praticamente invisibili per il mio occhio e che ho potuto apprezzare solo sullo schermo di Huawei P30 Pro. Buona inoltre la funzione ritratto che si può ottenere con il sensore ToF posizionato sul retro, anche se gli effetti da aggiungere in post produzione potevano essere più curati.

Lato video la fotocamera posteriore consente di acquisire filmati fino alla risoluzione 4K (a 30 fps) oppure a 1080p fino a 60 fps. In questo caso, però, la qualità generale delle riprese non ci ha convinto del tutto e soprattutto si nota una profonda differenza in termini di resa rispetto alle foto. Completano il quadro di funzioni il Super-SlowMotion a 960 fps e le funzionalità AI che permettono di realizzare degli sfocati o una selezione del colore automatica direttamente durante la registrazione del video.

Software

Huawei ripropone anche su P30 Pro la sua classica EMUI 9, qui in versione 9.1.0. Le novità rispetto alla classica EMUI 9 sono pochissime di fatto: i menu sono stati parzialmente rivisti e sono state aggiunte e rimosse alcune funzioni. Nulla che l’utente meno attento noterà in definitiva. Tra le caratteristiche del software Huawei segnaliamo la possibilità di attivare e disattivare il drawer delle applicazioni, il sistema a gesture ampiamente collaudato e che ora supporta meglio i launcher di terze parti, lo store di temi, lo schermo always-on, la Gestione Digitale, ecc.

Le funzioni sono davvero tante e includono anche una sezione dedicata alla batteria molto completa e in grado di informare con precisione l’utente. Viene confermata anche la modalità desktop, utilizzabile con un semplice cavetto USB-C/HDMI. Ci sono anche le solite critiche, però, da muovere all’interfaccia Huawei, come le icone, sempre un po’ bruttine, e una scarsa attenzione in determinate aree del sistema operativo che ad oggi risultano povere di contenuti.

Batteria

Su Huawei P30 Pro trova spazio una batteria da ben 4.200 mAh che supporta la ricarica rapida a 40W e la ricarica senza fili (anche inversa, per caricare altri dispositivi). I risultati sono, fortunatamente, quelli a cui ci ha abituato Huawei con i suoi ultimi top di gamma: con un utilizzo particolarmente intenso sono arrivato a fine giornata con circa 4.30 ore di schermo e pochi punti percentuali residui, mentre con un utilizzo medio ho raggiunto le 7 ore di schermo a mezzanotte con ancora il 30% di batteria residua.

Il tutto senza utilizzare modalità di risparmio. Risultati davvero clamorosi: Huawei P30 Pro è senza dubbio il re dell’autonomia di quest’anno. La ricarica è molto veloce in ogni caso, quindi se avrete bisogno di un veloce boost di energia vi basterà collegare il telefono all’alimentazione per vedere salire la percentuale di carica da 0 al 70% in appena 20 minuti.

Conclusioni e Prezzi

Con un prezzo di partenza di 999,90€ (e di 1099,90€ per il modello con il doppio della memoria) Huawei P30 Pro è sicuramente un top di gamma anche per il portafoglio. Si tratta di un acquisto importante che restituisce però tantissimo all’utente, a partire da un comparto fotografico solido e dalle prestazioni come sempre convincenti, senza dimenticare un’autonomia molto positiva e uno schermo davvero riuscito. Ci sono alcune sbavature, però, e purtroppo ad alcune di queste sarà difficile rimediare, essendo mancanze più hardware che software. Nel complesso il telefono ci è piaciuto ed è probabilmente il top di gamma più completo e versatile al momento, ma era probabilmente lecito attendersi qualcosina di più (audio stereo, resa migliore nei video, sblocco facciale 3D, ecc) che avrebbe fatto salire ulteriormente il voto finale assegnato al prodotto. Per chi volesse spendere meno e ottenere per buona parte lo stesso telefono c’è comunque Huawei Mate 20 Pro, attualmente venduto a poco meno di 700€ su Amazon.

Se acquisterete, inoltre, un P30 o un P30 Pro entro il 7 aprile, Huawei vi regalerà lo speaker Sonos One del valore di 229€ e un codice Huawei Video del valore di 50€ (il codice resterà l’unico omaggio per chi acquisterà uno dei telefoni tra l’8 e il 21 aprile).

9.0

Huawei osa poco con P30 Pro - fotocamera esclusa - ma convince ancora una volta. Manca forse un po' l'effetto "wow" di P20 Pro e di Mate 20 Pro, ma anche P30 Pro è un telefono che convince, pur con qualche leggera sbavatura. Il prezzo è importante ma siamo sicuramente dinanzi ad una delle migliori scelte nel mondo dei top di gamma. Al momento è senza dubbio il top di gamma più riuscito dell'anno.

Design
9.5
95%
Schermo
9.0
90%
Hardware
9.5
95%
Connettività
9.0
90%
Audio
7.0
70%
Software
8.5
85%
Fotocamera
10.0
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Batteria
10.0
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Qualità/Prezzo
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