Google Pixel 3a: lo sterminatore dei top di gamma

di Claudio Stoduto 0

A distanza di qualche ora ormai dalla presentazione ufficiale e dai primi test e le relative considerazioni del caso sul nuovo Pixel 3a, anzi suoi nuovi Pixel 3a, è doveroso anche per noi andare ad analizzare più da vicino questi nuovi smartphone realizzati da Google.

L’analisi in questione però non vuole far riferimento alla scheda tecnica, al processo costruttivo o alle relative mancanze di questo smartphone quanto più al concetto che forse esso si porta dietro con sé e che potrebbe in qualche modo andare ad influenzare tutto il mercato globale. Ma andiamo con ordine.

Quando Apple ha presentato ufficialmente iPhone XR insieme ai vari top di gamma quali iPhone XS ed iPhone XS Max, a modo suo ha cambiato già da sola il mercato. Infatti era necessario, secondo molti, che l’azienda di Cupertino andasse ad offrire una gamma di prodotti più ampia e maggiormente differenziata. Da lì in avanti poi si è innescato un lungo effetto domino che ha portato alla realizzazione del Galaxy S10e ad esempio e di tanti altri smartphone facenti parte delle rispettive famiglie dei top di gamma ma con qualche caratteristica in meno e qualche euro in meno sul listino di vendita.

Google dal canto suo probabilmente si è trovata nella situazione in cui non poteva non rispondere. Già perché, al netto di tutto, la categoria dei prodotti Pixel non andava affatto bene. L’unica soluzione per poter avere una maggiore presenza sul mercato con dei prodotti da lei realizzati era questa per cui era quasi risultato necessario presentare questi Pixel 3a. Il problema vero è relativo al prezzo di vendita che ha letteralmente massacrato  in primis proprio i Pixel 3 ancora oggi in commercio. È vero che hanno qualche mese sulle spalle ormai ed hanno una scheda tecnica differente dai modelli 3a appena lanciati, ma questo non giustifica un listino praticamente pari al doppio, secondo noi. Che sia una sorta di ammissione di Google nell’aver sbagliato il posizionamento sul mercato? Chi lo sa.

Pixel 3a

I nuovi Pixel 3a potranno sicuramente rientrare nella categoria dei prodotti best buy del settore, almeno sulla carta. Il già citato prezzo di vendita li aiuterà ed essere maggiormente competitivi per via di un fattore fondamentale che non tutti i produttori smartphone possiedono ad oggi: “l’esperienza”. Essa non intesa come una presenza di lunga data sul mercato, ma relativa alla cura ed all’integrazione fra hardware e software, nei materiali, nell’assistenza e via dicendo. È vero anche che ci sono dispositivi che, quasi a metà prezzo rispetto ai 399 euro richiesti per il modello 3a, offrono praticamente le stesse specifiche ma nessuno di essi, o quasi, può vantare quell’elemento aggiuntivo prima citato. Se poi ad esso aggiungiamo una fotocamera che sembrerebbe essere a tutti gli effetti quella di un top di gamma…

A questo punto il Pixel 3a per noi potrebbe seriamente essere candidato come “lo sterminatore dei top di gamma”, giusto per rimanere in tema Game of Thrones. Perché oggi un utente dovrebbe orientarsi verso terminali che costano praticamente il doppio della cifra ed avere le stesse funzionalità di questi modelli? Siamo certi che rinunciare alla ricarica wireless ed all’impermeabilità ad esempio sia un prezzo che un utente può tranquillamente essere disposto a pagare visto il valore di circa 400 euro, quando va bene. E considerate poi il fatto che questi nuovi dispositivi possiedono il tanto chiacchierato jack delle cuffie da 3,5 mm, un elemento non da poco per molti ancora oggi. Scherzi a parte, Google sembra essere tornata con questi due nuovi smartphone ai tempi del Nexus 5 quando aveva deciso di offrire agli utenti un prodotto “ufficiale” ad un prezzo estremamente concorrenziale. Il motivo? Rimane sempre ovvero quello di avere maggiori utenti che andranno poi a sfruttare i vari servizi messi a disposizione dalla società americana in forma “gratuita”. La vera e sostanziale differenza con il Nexus 5 però è relativa al prodotto finale che non sarà più un smartphone dedicato ai test sul sistema operativo o alla ricerca di beta tester fisici sparsi nel mondo come era stato con praticamente tutta la famiglia dei Nexus, ma uno smartphone di alta fascia e con tutte le conseguenze del caso.

Voi cosa ne pensate? Si potrebbe trattare di un cambio di strategia che avrà ripercussioni anche sulla prossima generazione dei Pixel?

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