Recensione Google Pixel 4: Android al top ma con qualche rinuncia

di Francesco Siciliani 0

Pixel 4 è uno smartphone di altissimo livello che spinge la linea “made by Google” su un livello ancora più alto e che porta con sé potenza, versatilità e numerosi miglioramenti rispetto alla generazione precedente.

Pixel 4: l’era della fotocamera quadrata

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Sul piano del design, Pixel 4 offre una grande pulizia generale rimuovendo il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali e realizzando un prodotto compatto e lineare nelle forme. Certo, la cornice superiore del display è più ampia di quella inferiore, ma nel complesso il nuovo Pixel è abbastanza bilanciato nelle forme. La versione più grande sarà sicuramente meno ergonomica ma di questa versione standard possiamo apprezzare senz’altro l’estrema comodità d’uso con una sola mano, compreso l’uso dei pulsanti fisici. Le dimensioni infatti sono piuttosto contenute e sono pari a 68,8 x 147,1 x 8,2mm a fronte di un peso di 162 grammi.

La fotocamera quadrata sul retro è l’alba di una nuova era? Molto probabilmente si dato che Apple e Google hanno deciso di puntare in questa direzione. Pixel 4 quindi integra un setup quadrato con due fotocamere e flash LED sul retro, sporgente ma non troppo grande. Insomma, davvero niente male.

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Sul frame del dispositivo ho avuto due opinioni differenti che mi hanno portato a fare una considerazione che esula dal semplice discorso sul design. Ad un primo impatto, per i primi giorni di utilizzo, la finitura della cornice che avvolge il dispositivo sembrava essere di bassa qualità, molto cheap e persino sgradevole al tatto ma con il passare dei giorni e l’uso in condizioni più disparate ho capito che questo è un punto di forza del Pixel 4 in quanto questo frame lo rende meno scivoloso, e più “sportivo”, utile alla vita quotidiana. Tutta sostanza quindi in favore di uno smartphone concreto e focalizzato sull’esperienza dell’utente.

L’ultimo discorso sul design va fatto in relazione alla finitura sul retro. Due su tre colorazioni sono opache e aiutano il grip mentre quella lucida – in test – ha meno grip, che viene però compensato comunque dal frame.

I 90Hz: tanto belli da creare dipendenza

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Google ha imparato la lezione dopo Pixel 2. Lo avevamo visto già l’anno scorso ma quest’anno appare decisamente più evidente il grande lavoro fatto sul display, soprattuto negli angoli di visuale. Lo schermo è di tipologia P-OLED con risoluzione Full HD+ a 444 ppi, così ben realizzato da sembrare quasi un QHD ad un primo sguardo.

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Le dimensioni del pannello sono da 5.7″ con rapporto di forma 19:9. Disponibile il supporto HDR con certificazione UHDA così come il supporto always-on.

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Il vero “pro” di questo display è il suo refresh rate. Infatti risulta fluido in ogni occasione grazie ad un sistema intelligente capace di arrivare a 90Hz quando necessario. L’esperienza cambia radicalmente, con una fluidità piacevolissima che aiuta gli utenti ad apprezzare ancora di più il contenuto. Volendo, dalle impostazioni per sviluppatori è possibile forzare i 90Hz in ogni momento, ma non lo consigliamo per una questione di risparmio energetico.

Corpo compatto, anima potente

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L’hardware è di altissimo livello con SoC Snapdragon 855 e 6GB di RAM LPDDR4x. Questo setup, insieme alla GPU Adreno 640 e al Pixel Neural Core, fornisce performance di alto profilo, senza mai esitazioni o rallentamenti anche in situazioni di forte stress. Lo storage è da 64GB o da 128GB, non espandibile con schede esterne.

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Non abbiamo notato alcun tipo di problema durante l’uso, che resta super fluido in ogni situazione. Probabilmente c’è stato però un errore di valutazione per ciò che concerne la capacità della batteria che non va di pari passo con le performance del processore.

Connettività al top, ma niente 5G

Niente da eccepire anche sotto questo punto di vista. Connettività al top con supporto WiFi ac dual-band, Bluetooth 5.0, NFC, GPS e 4G LTE. Niente versione 5G, così come Apple ha fatto con i suoi iPhone. Ci sarà da attendere ancora un po’ per vedere i top di gamma di Google, così come quelli di Apple, con supporto a questa nuova tecnologia di rete.

Pixel 4 Experience: software puro, senza rivali

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L’esperienza Android che può offrire un Google Pixel è senza paragoni. Ogni dettaglio tra hardware e software è curato e ottimizzato in modo da fornire un livello di comfort senza pari. Tutto funziona sinergicamente. Non mancano due chicche interessanti che permettono la trascrizione dei memo vocali e la creazione di sottotitoli per i video (al momento solo in inglese).

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Anche il nuovo setup per il riconoscimento 3D è impeccabile, con un software che lo gestisce al meglio e che aiuta lo smartphone a prevedere il comportamento degli utenti. Ad esempio, se lo smartphone è sulla scrivania e lo si inizia a sollevare, il software attiverà immediatamente il sistema di sblocco con volto così da essere subito pronto a riconoscere l’utente e a velocizzare il processo di accesso.

L’esperienza pura di Android viene poi assicurata da aggiornamenti tempestivi e patch di sicurezza subito disponibili.

Motion Sense: un gesto e la sveglia tace, insieme alle chiamate indesiderate

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Motion Sense è una novità apprezzatissima su questo dispositivo di Google perchè ci permette di eseguire alcune operazioni senza dover necessariamente toccare lo schermo oppure prendere in mano lo smartphone. Questa funzionalità quindi sfrutta il setup frontale di fotocamera e sensori per riconoscere i due gesti che possiamo fare con la mano. In sostanza, se ci arriva una chiamata e vogliamo silenziare la suoneria, se vogliamo silenziare la sveglia oppure mandare avanti e indietro la riproduzione multimediale, basterà far scorrere la mano da un lato all’altro del display senza toccarlo.

Comodo in tante situazioni, Motion Sense funziona in modo impeccabile e si concentra al meglio sulle gestures così da non perdere mai un colpo. Meglio di altre soluzioni che, sfruttando diversi gesti, non riescono a focalizzarsi sul riconoscimento impeccabile.

Addio sensore per le impronte digitali

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Il futuro sta nel riconoscimento del volto 3D e Google, insieme ad Apple, punta su questa soluzione e rimuove il sensore per le impronte digitali dal suo Pixel 4.

A differenza del semplice riconoscimento del volto che si trova su svariati smartphone Android, quello di Google è preciso e sicuro in quanto esegue una scansione 3D del volto e non si limita ad usare solo la fotocamera frontale. Infatti, in gioco ci sono diversi sensori (o radar) capaci di analizzare nei dettagli il volto ed eseguire il riconoscimento, esattamente come abbiamo già visto su Face ID in casa Apple, anche di notte e al buio.

Peccato però per una piccola ma importante mancanza di attenzione nell’ottimizzazione del setup. Infatti, il riconoscimento facciale funziona anche ad occhi chiusi, problema che rende un po’ meno sicura l’esperienza. Si spera in un tempestivo aggiornamento con correzione di questo parametro in cui Apple fa sicuramente meglio. C’è da dire che questa è la prima generazione in casa Google quindi siamo molto soddisfatti dell’ottimo lavoro svolto da Big G. Con lo sviluppo futuro e l’ottimizzazione, questa tecnologia potrebbe fare enormi passi in avanti ed espandersi al di fuori dell’ambito autenticazione.

Pixel 4: la fotocamera va sul podio

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Google ci ha abituati bene nel corso degli scorsi anni con una singola fotocamera capace di ottenere risultati strabilianti, al pari di competitor che puntavano su molteplici lenti sul retro. Quest’anno però qualcosa cambia e anche Google lancia uno smartphone con doppia fotocamera sul retro.

Non si tratta però di una lente grandangolare ma di una lente zoom che darà supporto al software per raggiungere risultati ancora più interessanti sia in fase di zoom ottico (1,8x) che in fase di zoom digitale (fino a 8x). Per essere precisi, i sensori sono da 16MP (f/2.4) e da 12.2MP (f/1.7) e possono contare sulla stabilizzazione ottica e su quella elettronica, combinate insieme.

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Dalle nostre prove abbiamo notato risultati di altissimo livello con colori ben calibrati, gestione del dettaglio eccezionale e una grande qualità complessiva. Anche la modalità ritratto migliora rispetto al passato e offre soluzioni ancora più interessanti a tutti gli utenti con un pizzico di qualità in più, soprattutto ai bordi.

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La modalità notte è davvero incredibile se consideriamo che per foto totalmente al buio la qualità risulta davvero elevata. Una soluzione perfetta per tutti gli utenti che vogliono scattare in notturna. Basta avere il polso fermo per qualche secondo in più dopo lo scatto, anche se la stabilizzazione ottica fa comunque il suo dovere.

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I video si caratterizzano per la grande qualità e stabilità data dalla combinazione tra ottica ed elettronica. Peccato arrivino solo a 30fps quando si parla di 4K, modalità video che i competitor hanno già superato. Google ha già spiegato questa scelta, specificando che la maggior parte degli utenti registra a 1080p e che quindi l’ottimizzazione è stata fatta per quella modalità video.

La fotocamera frontale è da 8MP con apertura f/2.0 e assicura ottimi scatti in condizioni di luce soddisfacenti. La modalità notturna aiuta molto ma non fa miracoli come sulle fotocamere posteriori.

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L’audio stereo con buon volume e tanta qualità

L’audio è stereo e presenta una qualità davvero eccellente con un ottima gestione dei bassi ed una pulizia del suono piuttosto pronunciata. Abbiamo avuto modo di apprezzare parecchio sia la riproduzione musicale che quella in viva-voce. In ogni caso, è disponibile anche l’eliminazione dei rumori in chiamata grazie ai tre microfoni integrati.

Batteria: si poteva fare di meglio

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La batteria è da soli 2800mAh, una soluzione non estremamente versatile che non riesce a garantire il massimo delle performance per una intera giornata. Si deve, quasi sempre, ricaricare il device all’ora di cena per poter avere a disposizione qualche altra ora extra, magari per uscire in serata. Fortunatamente è supportata la ricarica rapida 18W con connettore USB-C che aiuta molto sotto questo punto di vista, così come viene confermata la presenza della ricarica wireless certificata Qi.

Ci saremmo aspettati qualcosa in più da questo comparto che, se ben ottimizzato, avrebbe reso ancora più soddisfacente l’esperienza d’uso di questo Pixel 4. Magari qualche millimetro di spessore in più avrebbe potuto garantire almeno una o due ore in più di autonomia.

Conclusioni: il Pixel 4 è validissimo ma con un piccolo compromesso

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Questo è un piccolo gioiellino, integrato nel mondo Google, con un software puro e ottimizzato per l’hardware potente di cui dispone e dalle dimensioni compatte. Si fa davvero fatica a trovargli difetti, se non per la batteria che risulta sottodimensionata rispetto alle esigenze di un utente avanzato e rispetto ad alcuni competitor che fanno meglio.

Il rivale di iPhone? Come sempre. Questo Pixel 4 si può tranquillamente assimilare ad iPhone 11, anche in relazione al prezzo di vendita di 759€. I colori sono tre, anche se finirete per scegliere tra il nero (lucido) e il bianco. La versione arancione è limitata e non è disponibile se non mettendosi in lista d’attesa. Potete acquistarlo dal sito ufficiale di Google.

7.9

Google Pixel 4 è uno smartphone validissimo, proposto ad un prezzo in linea di quello di alcuni competitor. Il dispositivo si caratterizza per l'estrema integrazione di hardware e software e per la fotocamera sublime ma pecca a causa della batteria.

Design
7.0
70%
Schermo
8.0
80%
Hardware
8.5
85%
Connettività
8.5
85%
Software
9.0
90%
Fotocamera
9.0
90%
Audio
7.5
75%
Batteria
6.0
60%

Pro

Display
Fotocamera
Software
Hardware

Contro

Batteria
Rifiniture sblocco con volto

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