Huawei Ban, FCC agli operatori USA: smantellate antenne Huawei e ZTE

di Nikolas Pitzolu 0

Ancora altri problemi questa volta per il territorio Americano e la tecnologia Huawei ad esso collegato, la palla bollente passa agli operatori USA e chi ci rimetterà saranno i cittadini.

Pensavate che tutto fosse finito qui? Il governo Americano continua a depennare dai documenti (e non solo in senso metaforico) le tecnologie Huawei che sono rimaste attive sul suo suolo Nazionale. Dovete sapere infatti che anche se Trump continua a deliberare proroghe a Huawei, alla aziende USA è stato caldamente consigliato di non fare affari con l’azienda.

Alcune di esse non rilasciano le certificazioni per far utilizzare alla società il software Google declinato alle GApps, alcune invece hanno deciso di collaborare ancora, come Microsoft che ha deciso di dare nuovamente il permesso ad utilizzare ancora il sistema operativo Windows.

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E dovete sapere ancora che nonostante tutto questo manicomio, alcuni operatori che operano sul territorio a stelle e strisce continuano ad utilizzare impianti, reti e antenne già costruiti in passato non solo da Huawei ma anche da ZTE (considerata anch’essa pericolosa).

E la nuova notizia è che dopo avere redatto pile di documenti con l’Intelligence USA, la FCC ha deciso di deliberare all’unanimità il divieto di utilizzare tutti, ma proprio tutti, gli apparecchi di telecomunicazione costruiti prima della decisione del Ban di Trump. Insomma, questa è da considerarsi una legge retroattiva!

In verità, c’è una piccola osservanza da fare. E’ vietato l’utilizzo di qualsivoglia apparecchiatura costruita da Huawei e ZTE che sia stata precedentemente finanziata dalla FCC stessa o da organi similari che garantivano un “aiuto” agli operatori telefonici a coprire l’etere USA e agevolare così la portata del segnale cellulare, sopratutto in aree rurali dove le spese per allestire le dovute tecnologie di rete aumentano decisamente.

Della serie, la FCC non vuol e più saperne di essere interpretata agli occhi del mondo come un “mezzo di finanziamento” per utilizzare tecnologia Cinese. Tra l’altro la FCC – assieme alla USF (Universal Service Fund) – erogano qualcosa come 8 miliardi e mezzo ogni anno per iniziative di supporto ai cittadini Americani, oltretutto questi fondi sono proprio raccolti usando le loro tasse.

Il divieto quindi implica che i futuri progetti saranno a spese degli operatori, altresì non verranno garantiti in alcun modo altri finanziamenti per la manutenzione degli attuali impianti. E ancor più nel dettaglio, gli operatori sono portati ad investire su altre tecnologie per garantire la qualità del medesimo servizio, ergo, gli impianti Huawei e ZTE verranno smantellati per favorirne la nascita di nuove.

Il presidente della FCC ci è andato giù pesante e incolpa Huawei e ZTE, con la stessa moneta che Trump ha adottato agli inizi del ban, ovvero:

Le due società hanno stretti legami con il Governo filo comunista Cinese e con l’apparato militare che essi stessi controllano. La stessa Cina impone le sue leggi alle compagnie che fanno affari all’estero e queste agevolano la raccolta di informazioni che quando raccolte le mantengono segretate. E’ il minimo bloccare queste interazioni, visto e considerato che le suddette sono già state oggetto di furti di identità conclamati, abusi di ufficio e corruzione.

La FCC ha impostato come immediato il termine di esecuzione di tale delibera, non curandosi che ciò potrebbe portare a un deterioramento della rete, visto e considerato che non tutti gli operatori possono permettersi cifre di investimento esorbitanti come il mantenimento della copertura di rete. Diverso per Verizon, AT&T, T-Mobile che essendo i principali possono permettersi investimenti più ingenti.

Insomma, questo è quanto, l’asse Cina-USA continua a piegarsi nel tempo, speriamo solo non arrivi il momento in cui si spezzerà definitivamente e con esso i rapporti.

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