Android cambia cuore: Kernel puro, soluzione a virus e frammentazione?

di Nikolas Pitzolu 0

Google ha deciso di provare a limitare le vulnerabilità di Android andando a sostituire il Kernel custom con uno quasi puro, vediamo in che consiste.

La questione vulnerabilità tocca da vicino Android da tantissimo tempo e ancora non è stata debellata. D’altro canto un software, per quanto digitale, è sempre realizzato da essere umani. Se gli essere umani non sono perfetti, non lo sarà neppure il software che producono.

Ovviamente non è solo Android ad avere delle falle nel suo codice ma la sua capillarità mondiale lo mettono sicuramente più in risalto. Se viene individuata una falla su Android 9, ad esempio, quanti miliardi di smartphone e tablet ne saranno affetti? Tutto ciò è più di un problema.

Precisiamo, è ovvio che se le falle sono state trovate con il “vecchio” Kernel, si potranno trovare anche con il nuovo, fermo restando che gli hacker dovrebbero fare il lavoro da zero o quasi.

Ebbene però, per provare a eliminare il problema intervenendo a strascico, Google ha sviluppato e mostrato un prototipo funzionante di smartphone Android con una nuova versione del Kernel Linux. Questo è il Poco Phone F1 che è stato opportunamente modificato per mostrarne il funzionamento.

Xhelper android

La versione del Kernel Linux utilizzata è proporzionalmente più pura di quella che gira attualmente su ogni smartphone Android esistente e sarà capace non solo di vanificare ogni tentativo oggi presente relativo a qualsiasi male intenzionato ma potrà aiutare a risolvere anche la questione della frammentazione, da sempre uno dei talloni d’achille dell’OS del Robottino Verde e, diciamo la verità, una delle scuse al quale si aggrappano i produttori per non aggiornare nel modo in cui la concorrenza fa.

Ma come farà tutto ciò a migliorarne la qualità e la velocità degli aggiornamenti? Attualmente il Kernel Android non è solo quello fornito nella AOSP di Android. E’ una modifica, di una modifica di un’altra modifica! Per arrivare al kernel installato in uno smartphone ci lavora Google, poi il produttore del SoC che monterà il dispositivo che introdurrà driver per CPU, GPU, decoder, encoder, etc, e infine il produttore del device.

Pensate voi quanti passaggi vadano effettuai per aggiornarlo, proprio perché in causa vengono chiamate più realtà, non soltanto una.

Sarà questa la via per modificare Android nella sua forma più profonda ed eliminare finalmente i problemi che si porta dietro da sempre?

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