Samsung Galaxy Z Flip: il fascino della piega – RECENSIONE | VIDEO

di Andrea Cervone 0

Samsung Galaxy Z Flip è il nuovo dispositivo con schermo pieghevole presentato pochi giorni fa dalla casa coreana. Lo abbiamo provato per una settimana intera, mettendolo alla prova in ogni situazione di vita reale, e siamo finalmente pronti per raccontarvi come è andata. È questo il futuro degli smartphone?

Design

Descrivere il design di Galaxy Z Flip di Samsung non è sicuramente facile perché questo dispositivo, a differenza degli altri, presenta un’estetica funzionale. È funzionale perché garantisce la caratteristica principale di questo dispositivo, cioè quella di poter essere ripiegato su se stesso proprio come i vecchi flip phone in voga tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. Solo che qui non ci sono di mezzo un’area dedicata allo schermo e una per la tastiera, bensì un unico pannello touchscreen che viene anch’esso a piegarsi. insieme alla scocca del telefono, realizzata in vetro e in alluminio. Partiamo per semplicità dal “lato B” dello smartphone, dal guscio, da ciò che ingloba lo schermo quando il device viene richiuso. Sulla metà inferiore del dispositivo non troviamo praticamente nulla di interessante all’esterno, mentre all’interno viene nascosto il pad che consente di ricaricare tramite basetta wireless il dispositivo. Nella metà alta del device, invece, è presente la doppia fotocamera a sinistra e il pratico mini-schermo su cui è possibile controllare al volo l’ora, le notifiche ricevute e anche avere un’anteprima fugace dei messaggi. Proprio come accadeva circa 20 anni fa con i flip-phone 1.0!

Spostandoci invece sul fronte qui trova spazio il bellissimo schermo, di cui parleremo in modo più analitico tra pochissimo. Trattando ora di estetica non possiamo non sottolineare il primo degli effetti collaterali dovuti alla “foldabilità” del Galaxy Z Flip: esattamente al centro dello schermo e quindi in direzione della cerniera di chiusura è possibile vedere in trasparenza e percepire al tatto una leggera curvatura dello schermo. Un qualcosa a cui non ci si abitua neanche dopo giorni di utilizzo (e vi credo, dopo anni abituati a schermi completamente piatti). Questo tipo di piega era stato riscontrato anche sullo sfortunato predecessore di Galaxy Z Flip (il Galaxy Fold) che aveva però una cerniera decisamente più evidente poiché sistemata in verticale. Qui, quanto meno, la cerniera è orizzontale e quindi meno estesa in dimensioni. Tuttavia il sistema di chiusura risulta comunque ben realizzato per il resto: le estremità sono sicuramente più graziose di quelle (inguardabili del nuovo Motorola Razr) e lasciano veramente pochissimo spazio “aperto” in cui potrebbero infilarsi polvere e detriti. Va comunque sottolineato che questo rischio c’è, ma solo per i granelli più piccoli. Nulla che dovrebbe inficiare nel lungo periodo il funzionamento della cerniera che, dai nostri test, è sempre risultata molto fluida e decisa nell’apertura e nella chiusura. Il Galaxy Z Flip può essere inoltre impostato con un angolo preciso di piega dello schermo e riuscirà a mantenere quel tipo di apertura, consentendo all’utente di utilizzarlo quasi come fosse un micro-laptop.

Per concludere l’analisi estetica della parte frontale segnaliamo la presenza di una fotocamera Infinity-O, quindi un semplice punto nero nella parte centrale della barra di stato, e di cornici simmetriche lungo tutto il dispositivo, sfortunatamente sia spesse che proprio più “alte” rispetto allo schermo, tanto che le sentirete distintamente quando raggiungerete con il dito la fine dello schermo. Un particolare che rende un po’ cheap il dispositivo a mio avviso.

Schermo

Croce e delizia di Galaxy Z Flip è sicuramente il suo schermo. Parliamo intanto del vetro anteriore, quello che a detta di Samsung è il primo “vetro flessibile” in circolazione. Confutare con dati tecnici alla mano questa affermazione è difficile per chiunque non lavori nelle catene di montaggio di Samsung, pertanto accoglieremo questa indicazione ma vi forniremo anche un altro dato: secondo i test eseguiti da diverse fonti, lo schermo del Galaxy Z Flip sarebbe comunque incline a graffi esattamente come i device che utilizzano uno schermo in plastica, arrivando addirittura a segnarsi in modo irreversibile anche se scalfito con un’unghia. Un dispositivo di questo genere merita quindi particolare attenzione, ma c’è da dire che sarà comunque difficile graffiare il Flip in tasca o in borsa visto che generalmente lo richiuderete su se stesso. Parliamo però di dati tecnici: pannello 21,9:9 OLED da 6.7 pollici in risoluzione Full HD, compatibile con l’HDR. Tutto molto carino e apprezzabile, ma siamo distanti dalla qualità raggiunta con S20. Ottimi i contrasti, totali i neri, saturazione forse leggermente troppo elevata e ottima visibilità in esterna grazie ad una luminosità massima davvero efficace. Un buon pannello, figlio però di un compromesso che tornerà più volte a penalizzare Galaxy Z Flip: la sua pieghevolezza.

Hardware

Apportare miglioramenti di anno in anno sull’hardware sta diventano sempre più difficile, ma nel caso di Galaxy Z Flip Samsung non ci ha nemmeno voluto provare. Qui la tiratina di orecchie ci sta, anche perché così com’è è stato fatto spazio per lo Snapdragon 855+ dello scorso anno poteva trovar spazio anche il nuovo Snapdragon 865, oppure la paritaria versione Exynoss che equipaggia la serie S20 nel nostro Paese. Ma non è stato così e dobbiamo quindi accontentarci di un processore ugualmente prestante ma pur sempre con 12 mesi di vita alle spalle; un processore che si è distinto però anche per i suoi consumi ridotti e per l’assenza di riscaldamenti anche durante l’utilizzo più intenso. Va comunque sottolineato, però, che in alcune situazioni il Galaxy Z Flip si è dimostrato leggermente tiepido, ma nulla che abbia concretamente intaccato il nostro utilizzo. Anche il quantitativo di RAM destinato al Flip non fa impazzire (8 GB) ma comunque il software risulta ben ottimizzato e riesce a gestire tutti i processi – attivi e in background – senza problemi. La memoria del dispositivo è da 256 GB e non è espandibile.

Connettività

Ad eccezione del 5G – unica vera assenza su Galaxy Z Flip – troviamo tutto ciò che è lecito aspettarsi da un top di gamma del 2020. Bluetooth 5.0, Wi-Fi 6, NFC, USB Type-C. È un vero peccato però constatare l’assenza del nuovo standard di connessione mobile in un dispositivo così futuristico, soprattutto dopo aver visto che la gamma S20 viene invece equipaggiata con il 5G. Tuttavia le velocità di navigazione sia in 4G/LTE che in WiFi restano comunque più che soddisfacenti per la maggior parte degli utilizzi. Parlando invece di SIM, Galaxy Z Flip offre uno slot NanoSIM tradizionale a cui è possibile affiancarne uno “virtuale” per una eSIM, ottenendo così a tutti gli effetti un device dual-SIM.

Audio

Il capitolo audio non è tra quelli meglio riusciti: su Galaxy Z Flip trova spazio, infatti, un solo speaker realizzato in collaborazione con AKG. Più marketing che altro però, dato che l’audio in uscita dal singolo tweeter non è assolutamente all’altezza ne della famiglia S20/S10, ma ovviamente è proprio lontanissimo dallo standard a cui ci ha abituato il noto brand di apparecchiature audio. Fa comunque piacere trovare in confezione delle auricolari sempre realizzate da AKG e questa volta USB-C, dato che su Galaxy Z Flip manca il connettore jack.

Software

A bordo del Galaxy Z Flip c’è la Samsung Experience, aggiornata per introdurre il supporto ad Android 10 di fabbrica. L’esperienza di utilizzo resta sempre molto intuitiva e colorata, con una presenza ormai ridottissima di app preinstallate. Tantissime le opzioni di personalizzazione, tra cui la possibilità di utilizzare o meno il dock per le app, un completo store di temi e le funzionalità del bordo curvo, anche se Galaxy Z Flip non ne ha. Ma sono sicuro che vorrete capire come il software gestisce la piega del dispositivo. Diciamo senza troppi giri di parole che si poteva fare di più: fondamentalmente se si escludono alcune app di sistema, tra cui Fotocamera e Galleria, e Google Duo non ci sono app di comune utilizzo che beneficeranno della “modalità laptop” di Galaxy Z Flip. Con Fotocamera potrete ad esempio poggiare il device su una superficie piatta, impostare l’autoscatto dalla metà bassa dello schermo e guardare una preview nella metà alta mentre prendete posizione per la foto; in Galleria potrete usare la parte inferiore dello schermo per navigare tra le foto che vedrete nella parte superiore e in Google Duo potrete, beh, semplicemente effettuare una videochiamata come foste dinanzi ad un computer portatile. Fine. Non c’è praticamente nient’altro che possiate fare beneficiando della doppia vista. Nemmeno app banali che Calendario o Telefono supportano questa modalità ed è un vero peccato. Sicuramente il supporto limitato al Flip da parte di Samsung per le sue stesse app non invoglierà gli sviluppatori terzi a seguire questa strada.

Mancanza da non sottovalutare: DEX non è stato previsto su Galaxy Z Flip, quindi non è possibile utilizzare il dispositivo in modalità desktop collegandolo ad una apposita basetta o direttamente al monitor. Presente invece l’assistente Bixby che Samsung continua a proporre sui propri dispositivi nonostante lo scarso utilizzo da parte dell’utenza.

Fotocamera

Passiamo al prossimo compromesso: la fotocamera. Lo avete ormai capito giunti a questo punto: Galaxy Z Flip fa dello schermo pieghevole la sua caratteristica fondamentale e da qui non si scappa. Pertanto anche il modulo fotocamera ne ha risentito. Troviamo infatti solo due sensori principali, entrambi da 12 megapixel, a cui corrisponde una lente principale con apertura f/1.8 e un grandangolo da 123 gradi e con lente f/2.2, quest’ultimo senza autofocus. Troviamo inoltre un Flash LED e la stabilizzazione ottica.

La qualità degli scatti è generalmente molto buona ed è davvero difficile mettere in difficoltà questo smartphone, sia di giorno che di notte (situazione in cui si può ricorrere alla modalità dedicata, meno performante però rispetto a quella di altri produttori). Manca però un teleobiettivo e questa mancanza si fa sentire negli ingrandimenti, dato che tutti questi porteranno ad un deterioramento della qualità generale dello scatto. Manca anche un sensore ToF Per il rilevamento della profondità di campo nella modalità Ritratto, anche se i ritratti ci sono comunque sembrati molto ben scontornati ed esposti con la giusta luce. Per i selfie ci si affida invece ad una fotocamera da 10 megapixel con apertura f/2.4, autofocus e doppia modalità (wide o narrow). I selfie sono buoni ma tra i top di gamma abbiamo comunque visto di meglio. Meno positivi i video che ci sono sembrati ben stabilizzati ma con un livello di dettaglio un po’ basso per essere stati acquisiti alla massima risoluzione possibile (4K a 30 fps).

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Batteria

Dai nostri test il nuovo nato di casa Samsung ha messo in mostra un’autonomia decisamente deludente. Non siamo mai riusciti a superare le 4 ore di display attivo – confrontate anche con altri colleghi – nonostante un utilizzo moderato del dispositivo. Il differenziale dovuto ad un utilizzo più intenso non è stato più di tanto rilevante in termini di consumi, segno che il dispositivo gestisce male l’autonomia durante lo standby. Un vero peccato, ma probabilmente anche questo è un effetto collaterale del caratteristico form-factor del dispositivo. Dal punto di vista software vengono comunque in soccorso le modalità di risparmio energetico (alcune automatiche, altre manuali e più decise) mentre la ricarica è piuttosto rapida e può avvenire anche tramite le basette wireless Qi. Assicuratevi soltanto di appoggiare il dispositivo correttamente, cioè con lo schermetto esterno verso l’alto!

Prezzo e Conclusioni

Per portarvi a casa il nuovo Samsung Galaxy Z Flip dovrete mettere mano a 1.520€. Una cifra sicuramente elevata e che farà desistere molti dall’acquisto, ma che al tempo stesso trovo giustificata per lo sforzo profuso da Samsung nella ricerca e nello sviluppo di un dispositivo sicuramente innovativo… ma non per questo indispensabile o esente da limitazioni e problemi. Ed eccoci alla vera conclusione: probabilmente non avete bisogno di un Galaxy Z Flip, anzi sono sicuro che non ne avete bisogno. Potreste esserne attratti, questo si, e magari è proprio questa voglia di metterci su le vostre mani che vi fa gridare all’oltraggio dopo averne scoperto il prezzo. Lo ribadisco ancora una volta: non avete bisogno di Galaxy Z Flip, così come non avete bisogno dell’ultimo top di gamma da più di 1000€. Eppure molti di voi ne hanno uno in mano in questo momento.

Ognuno di noi da un valore in termini di utilità, affezione, curiosità, opportunità, ecc ad ogni prodotto che acquista e sicuramente un dispositivo come questo non viene scelto con la testa ma con il cuore. Galaxy Z Flip potrebbe annoiarvi dopo poco, potreste trovarlo poco pratico, il suo innegabile effetto “wow” potrebbe esaurirsi dopo averlo mostrato in giro alla prima decina di amici, ma resta comunque uno dei dispositivi più innovativi degli ultimi 10 anni e più curiosi da un punto di vista strettamente tecnologico. Come? Costa troppo? Allora non ci siamo capiti davvero: non avete bisogno di Galaxy Z Flip! Se sostenete ancora che sarebbe dovuto costare la metà, allora siete semplicemente caduti vittima del suo innegabile fascino e ora avete solo due opzioni: comprarlo oppure fare di tutto per dimenticarlo. Proprio come in una relazione amorosa complicata.

7.4

Galaxy Z Flip affascina e scalda il cuore, ma quando subentra la razionalità è impossibile sorvolare su alcuni "effetti collaterali" di un dispositivo che resta comunque piuttosto acerbo. L'effetto "WOW!" è garantito però e sicuramente sarete al centro dell'attenzione dei vostri amici per molti giorni.

Design
8.5
85%
Hardware
8.0
80%
Connettività
8.5
85%
Schermo
8.0
80%
Audio
7.0
70%
Software
8.5
85%
Batteria
5.0
50%
Fotocamera
8.0
80%
Qualità/Prezzo
5.5
55%

Pro

- È duro resistere al fascino della piega
- Design unico e piacevole
- Schermo OLED con colori vivaci e definito
- Software completo ed intuitivo
- Prestazioni buone ma...

Contro

- ...processore della generazione precedente
- Audio mono e migliorabile
- Fotocamere di generazione precedente
- Fragile e altamente suscettibile ai graffi
- Cerniera evidente e percepibile al tatto
- Autonomia al di sotto della sufficienza

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