Coronavirus, Google cancella il Google I/O 2020

di Luca Ansevini 0

I timori e le incertezze legate al Coronavirus alla fine stanno spingendo molte aziende a cancellare i propri eventi di presentazione. Oggi tocca a Google che ha ufficialmente cancellato il Google I/O 2020, previsto per il mese di maggio.

Per essere più precisi l’azienda ha optato per la cancellazione del proprio evento a porte aperte, al fine di prevenire ogni rischio di contagio per tutti i presenti accreditati all’evento. L’evento in programma allo Shoreline Amphitheatre di Mountain View, annunciato nel mese di Gennaio, è stato sannullato ma l’azienda sta ovviamente rivalutando altre soluzioni.

La decisione è stata comunicata in forma ufficiale attraverso una mail a tutti i partecipanti, che saranno ovviamente rimborsati di quanto speso per assicurarsi un posto all’atteso evento di Google; oltre 7000 persone erano attese allo speciale evento di Google, una situazione che lascerà certamente molto amaro in bocca ma che sta purtroppo causando notevoli problemi un po’ a tutto il settore della tecnologia. Anche sul sito web dell’evento l’azienda ha prontamente comunicato la propria decisione in forma ufficiale.

Coronavirus Google I/O

 

A causa delle preoccupazioni relative al coronavirus (COVID-19) e in conformità con le indicazioni sulla salute fornite dal CDC, dall’OMS e da altre autorità sanitarie, abbiamo deciso di annullare l’evento fisico I/O di Google allo Shoreline Amphitheatre.

L’azienda ha fatto sapere di avere diverse altre soluzioni al vaglio il proprio evento Google I/O, un’occasione come sempre importante per tutta la community degli sviluppatori. Tutti gli aggiornamenti in merito alle novità sull’evento saranno condivisi sul sito ufficiale dell’evento, ma è altamente probabile che l’azienda opti per una soluzione che comprenda un largo uso del solo streaming per presentare gran parte delle novità software in arrivo per tutti gli utenti.

Non ci resta quindi che attendere con pazienza le decisioni dell’azienda di Moutain View, sperando che questa decisione non vada ad impattare troppo negativamente sui contenuti dell’atteso evento di Google.

 

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