Huawei P40 Pro, le foto migliori sono sempre le sue – Recensione

di Andrea Cervone 0

Huawei P40 Pro è finalmente realtà e noi abbiamo potuto provarlo per una settimana intera. Si tratta del primo lancio globale di un top di gamma Huawei senza i servizi Google, opportunamente sostituiti dai Huawei Mobile Services. Fermarsi a questo – importante – dato di fatto sarebbe però un oggettivo errore: Huawei P40 Pro cattura e convince dopo i primissimi minuti di utilizzo, esattamente come P30 Pro e Mate 30 Pro prima di lui. Ancora una volta Huawei ha infatti equipaggiato il suo nuovo device con il miglior hardware in circolazione e tenendo in considerazione due aspetti particolarmente cari agli utenti: la fotocamera e la batteria.

Confezione Huawei P40 Pro

Minimale. Forse anche troppo. Realizzata in pieno stile Huawei, la confezione di Huawei P40 Pro ospita mostra con fierezza il logo degli HMS (che in sostanza coincide con App Gallery) e il logo Leica che si affianca a quello del dispositivo. Sollevando la confezione ci troviamo subito dinanzi al dispositivo, contenuto nell’apposita plastica. Nello scompartimento inferiore troviamo una sempre apprezzabile custodia protettiva in silicone che Huawei continua ad includere nella confezione dei dispositivi a differenza di molti altri brand concorrenti. Più in profondità troviamo le cuffiette USB-C, il cavo per la ricarica e l’alimentatore rapido.

Design

Huawei P40 Pro riserva una profonda innovazione estetica rispetto a Huawei P30 Pro. Huawei ha infatti scelto di osare distanziandosi un po’ dalle forme a cui l’azienda cinese ci aveva abituato con P20 e con P30: la prima modifica sostanziale sta nella rimozione “parziale” del notch in favore di un doppio foro per la fotocamera posizionato in alto a sinistra. Questa isola risulta particolarmente ampia ed evidente, anche rispetto a quella del vecchio S10 Plus, ma durante l’utilizzo quotidiano del dispositivo tenderà progressivamente a scomparire dal vostro campo di visione. Anche perché lo sguardo sarà catturato dal particolarissimo schermo curvo su quattro lati.

Ci troviamo dinanzi a curve sicuramente meno pronunciate rispetto a quelle del Mate 30 Pro, ma forse anche per questo più facili da digerire da parte di un’utenza più ampia. Per raggiungere questo risultato senza compromettere totalmente la resistenza del dispositivo Huawei ha dovuto rendere comunque più “alti” gli angoli in metallo del dispositivo, ma il risultato finale sembra pagare. Sicuramente ci troviamo dinanzi ad uno degli schermi più immersivi in circolazione, ma a stupire è anche la comodità in mano: il Huawei P40 Pro si lascia utilizzare con piacere anche con una mano, risulta ben bilanciato nei pesi ed è davvero un gioiello da guardare. E non abbiamo ancora parlato del suo lato B. Qui Huawei ha scelto di ispirarsi ancora una volta alle fotocamere professionali, con un modulo sporgente (ma pur sempre meno di quello di S20 Plus) che alloggia le quattro lenti e il doppio LED flash. Più in basso troviamo infine il logo Huawei, sempre posizionato in orizzontale.

La cornice è molto essenziale – anche se qui ci sono i tasti del volume, scomparsi invece dal Mate 30 Pro – e include unicamente lo speaker principale, il connettore USB-C, e l’alloggiamento per la nanoSIM.

Schermo

Grandioso protagonista della parte frontale di Huawei P40 Pro è, come dicevamo, lo schermo OLED Quad-Curve Overflow da 6.58 pollici in risoluzione 2640 x 1200 con un refresh rate massimo fissato a 90Hz che non sarà così elevato come quello di altri competitor ma resta più che sufficiente per godere in ogni momento di immagini fluide e più dinamiche rispetto alla media degli smartphone attuali. Il refresh rate potrà in ogni caso essere abbassato a 60 Hz e questo dovrebbe anche avere effetti positivi sull’autonomia, anche se nei nostri test non abbiamo mai avuto la necessità di rinunciare alla fluidità per incrementare l’autonomia o la risoluzione (capito, Samsung?). Parlando della qualità del pannello è comunque innegabile che si tratti di uno dei migliori in circolazione e un dato da sottolineare sono anche le sue dimensioni: per i tempi attuali Huawei P40 Pro utilizza uno schermo relativamente compatto, ma pur sempre adeguato alle esigenze della maggior parte degli utenti.

La definizione c’è, i colori sono ben bilanciati e la luminosità è molto flessibile ed offre un’ottima visibilità in esterna ma anche un picco di minimo che garantisce un uso in notturna senza affaticamenti. Presente anche la modalità notte per la riduzione di emissione di luce blu e la funzionalità per recuperare il punto di bianco in base alla luce ambientale. Inaccettabile, invece, che anno dopo anno Huawei continui a portarsi dietro un fastidioso limite con la modalità scura che anche su Huawei P40 Pro non può attivarsi automaticamente ad un determinato orario, ma dovrà essere manualmente triggerata dall’utente. Speriamo in un aggiornamento software che rimedi al più presto.

Hardware

Spostandoci sul fronte dell’hardware Huawei P40 Pro utilizza lo stesso processore che abbiamo già testato su Huawei Mate 30 Pro, quindi il Kirin 990 realizzato dalla stessa Huawei con tecnologia a 7nm+ EUV. La CPU viene accompagnata da una GPU Mali-G76 MC16 e da 8 GB di RAM, questi ultimi un po’ pochini se confrontati con i12 GB di RAM raggiunti da alcuni competitor, ma comunque sufficienti per offrire al P40 Pro dele prestazioni da vero top di gamma del 2020 grazie alla gestione intelligente dei processi da parte della EMUI.

Oltre a prestazioni di livello altissimo questo chip offre anche un’elaborazione delle immagini particolarmente efficiente grazie all’ISP di nuova generazione e alle capacità AI offerte dalla NPU dual-core. Durante l’utilizzo più spinto, come ad esempio nei giochi più esigenti, il dispositivo si dimostra sempre rapido ed offre un livello di dettaglio altissimo, il tutto senza presentare rallentamenti, blocchi o riscaldamenti. In particolare la gestione della temperatura è affidata all’esclusivo sistema SuperCool dello strato in graphene 3D collabora con il VC ultra-sottile per disperdere il calore in modo efficace. Ottima, infine, la memoria di archiviazione che è di 256 GB.

Parlando invece dei sistemi di sblocco Huawei ha affidato la sicurezza del suo dispositivo a due sistemi: il primo, forse più tradizionale, è lo sblocco con l’impronta digitale con sensore integrato sotto lo schermo che è stato ingrandito e reso più preciso e veloce rispetto a quello dello scorso anno. La vera novità è però il sensore di sblocco con il volto che si arricchisce con un fondamentale illuminatore IR che consente di sbloccare il Huawei P40 Pro senza particolari problemi anche di notte e in situazioni di buio quasi totale. Il “quasi” non è casuale perché comunque P40 Pro non raggiunge i livelli di iPhone X e successivi.

Audio

Il comparto audio di Huawei P40 Pro si distingue rispetto a quelli di altri smartphone per la totale assenza di una capsula auricolare. Una caratteristica già testata con successo dal brand su precedenti smartphone e che consente allo schermo di diventare una vera e propria capsula auricolare durante le chiamate. La qualità in chiamata è praticamente al pari di quella che si può ottenere con altri top di gamma, ma dispiace non poter utilizzare questo stratagemma anche per ottenere un audio di tipo stereo.

Questo è un limite del dispositivo che rispetto ad altri top di gamma resta indietro, anche quest’anno, offrendo un ascolto solamente mono. È un grave problema? Per alcuni sicuramente si, per altri no. Resta di fatto lo speaker inferiore che garantisce un audio di ottima qualità e un livello di volume ben più che soddisfacente. Per i palati più fini c’è sempre la porta USB-C per le cuffie con cavo o un’alternativa Bluetooth.

Connettività

Super completa la connettività di Huawei P40 Pro che il supporto al 5G, il WiFi 6 Plus, il Bluetooth 5.0, l’NFC e il supporto al blaster ad infrarossi per il controllo degli altri dispositivi a distanza. Ottima la ricezione e anche le velocità in download e upload, sia tramite rete cellulare che in WiFi, anche se Huawei non ha attualmente pubblicato i valori SAR del dispositivo. Valori che dovranno in ogni caso essere al di sotto delle normative di legge per consentirne la vendita. nel nostro Paese. Previsto, come già menzionato, il supporto al dualSIM tramite nanoSIM e SIM virtuale a cui si può aggiungere una nanoSD di Huawei per espandere la memoria.

Software – Huawei P40 Pro

A bordo di Huawei P40 Pro troviamo la nuova EMUI 10.1, regolarmente basata su Android 10. L’interfaccia di Huawei mira sempre alla semplicità e all’intuitività degli elementi, senza disdegnare la personalizzazione dell’esperienza utente. Di default non troviamo un drawer per le applicazioni ma quest’ultimo si può comunque attivare tramite le impostazioni del dispositivo. L’elenco delle funzionalità offerte dalla EMUI è sempre lunghissimo e include la modalità desktop completamente senza fili, la multi-device collaboration che permette di gestire determinati documenti tra dispositivi Huawei connessi con lo stesso Huawei ID e la possibilità di utilizzare in finestra sovrapposta alcune applicazioni. Tuttavia sono sicuro che vogliate subito arrivare al punto e qui bisogna aprire in ogni caso un paragrafo molto lungo.

Allo stato attuale Huawei P40 Pro non riceve un giudizio nel comparto software perché la situazione, soprattutto dal punto di vista dell’utente, va analizzata meglio e soprattutto nel lungo periodo. Allo stato attuale i servizi Google non ci sono e questo è un dato di fatto innegabile che ci avrebbe fatto propendere per un giudizio negativo, ma in realtà Huawei sta portando avanti con grandi sforzi il suo progetto AppGallery, invitando pubblicamente gli sviluppatori ad approdare sulla piattaforma, e questa strategia sta evidentemente pagando visto il numero sempre crescente di app che si possono reperire sullo store dell’azienda. Se a questo ci aggiungiamo anche il progetto TrovApp allora la situazione cambia profondamente e in questo caso si avrà praticamente accesso a qualsiasi app disponibile per Android. Il limite dei servizi resta in ogni caso, però, e talvolta si manifesta nell’impossibilità di lanciare alcune app Google o di utilizzarne le funzionalità al 100%.

Anche questo limite è però bypassabile installando i servizi Google (qui vi spieghiamo come fare) ma la procedura resta al momento un work-in-progress e talvolta si possono incontrare comunque dei problemi e delle limitazioni. Insomma, il dato è che su Huawei P40 Pro i servizi Google e la relativa certificazione non ci sono, ma c’è modo di arrangiarsi dignitosamente o rinunciando totalmente al pacchetto Google (con importanti risvolti sull’autonomia, tra l’altro) oppure forzando l’installazione dell’occorrente. In ogni caso cadrete, ma in piedi.

Fotocamera

L’obiettivo che Huawei si è auto-imposta con il P40 Pro era quello di riuscire a portare avanti una tradizione gloriosa di fotocamere iniziata con il P20 Pro e proseguita con il P30 Pro. Operazione non semplice visto il livello raggiunto negli anni scorsi dalle fotocamere dei predecessori, ritenuti dalla maggior parte (TEEEH incluso) degli esperti i cameraphone migliori delle relative generazioni. Huawei tuttavia non si tira indietro e affronta questa sfida equipaggiando il suo top di gamma con ben quattro sensori differenti. Il sensore principale è un Ultra Vision da 1 pollice e 50 megapixel con gamma di filtro colore RYYB, OIS, autofocus Octa PD e lente da 23mm e permette di acquisire foto davvero definite e con un ottimo livello di sfocato, nonché con un ottimo range dinamico. La gestione ISO è poi tra le più flessibili in ambito smartphone e consente agli utenti di ottenere scatti sempre esposti in modo adeguato, anche quando le condizioni di luce ambientale sono scarse o nulle. Nel secondo caso la modalità notte può tornare utile, anche se quest’anno il Huawei P40 Pro è comunque in grado di tirare fuori degli scatti incredibili anche a mano libera. Sempre presente è poi l’intervento della Master AI che consente il riconoscimento delle scene e l’ottimizzazione delle impostazioni della foto in automatico. Peccato che questa volta sia venuta meno la modalità super-macro che avevamo particolarmente apprezzato sui precedenti top di gamma di Huawei.

Passiamo però alla seconda ottica, cioè alla ultrawide che quest’anno utilizza un sensore da 40 megapixel ma risulta leggermente meno grandangolare rispetto ad altre proposte del mercato. A differenza di queste ultime, però, la fotocamera di Huawei supporta la messa a fuoco dinamica e permette quindi una migliore flessibilità durante l’acquisizione degli scatti. Ridotte sono le distorsioni e anche l’aberrazione cromatica, due criticità molto diffuse nelle ottiche super grandangolari degli smartphone. La terza ottica è il teleobiettivo con ingrandimento ottico fino a 5X, ibrido fino a 10X e digitale fino a 50X. L’ingrandimento non è variato di molto rispetto a quello del P30 Pro e infatti la gestione del rumore è praticamente perfetta fino a 5X con un leggero incremento (assolutamente tollerabile) fino a 10X. Lo zoom digitale diventa scarsamente utile dai 30X in poi, penalizzato da un livello di dettaglio che cala progressivamente. La quarta e ultima ottica posteriore è rappresentata dal sensore ToF, utile per migliorare l’effetto scontorno della modalità Ritratto. Spostandoci sul fronte del dispositivo troviamo la già citata fotocamera anteriore “con isola” e sensore principale da 32 megapixel; a questo sensore si aggiunge un ToF per il rilevamento della profondità di campo che aiuta nello scontorno dei selfie. La qualità degli scatti è strepitosa anche in questo caso e Huawei P40 Pro si conferma il top della categoria.

Molto interessante è però lo step-up che c’è stato per i video: la qualità di registrazione massima è fissata al 4K a 60fps ma a sorprendere questa volta è il livello di dettaglio, la totale assenza di rumore video e anche la stabilizzazione praticamente impeccabile. Ci troviamo dinanzi ad uno degli smartphone in gradio di acquisire i migliori video in circolazione, non solo in qualità “normale” ma anche grazie all’esclusivo ultra-slow motion a 7680 fps che permette letteralmente di bloccare anche gli istanti più brevi. Tra le funzionalità video segnaliamo la Color AI che permette di scontornare in tempo reale un soggetto e una serie di altri effetti targati Leica.

Batteria

Uno degli aspetti più convincenti di ogni smartphone Huawei è l’autonomia e anche Huawei P40 Pro non fa eccezione. Il dispositivo integra una batteria da ben 4.200 mAh che nei nostri test ci ha sempre consentito di arrivare agilmente a fine giornata senza ricariche e senza dover attivare le modalità di risparmio energetico, pur sempre presenti e parecchio incisive sul consumo. Il merito è chiaramente da condividere anche con la EMUI e con l’architettura del nuovo processore che tende ad alleggerire le richieste energetiche quando possibile.

Molto interessante anche la ricarica che avviene come sempre in tempi ridottissimi: utilizzando l’alimentatore offerto in confezione è possibile raggiungere i 40W in fase di ricarica, ottenendo quasi l’80% di carica in appena 30 minuti, mentre con la ricarica tramite pad wireless si raggiungono i 27W. Segnaliamo anche la presenza della ricarica wireless inversa e della ricarica wireless in auto sempre a 27W.

Conclusioni e Prezzo – Huawei P40 Pro

Huawei P40 Pro è uno smartphone concreto, affidabile ma con una mancanza che – inutile nascondersi – si farà sentire. In ogni caso dovete essere consapevoli del fatto che acquistare P40 Pro significherà cambiare delle abitudini e la soluzione sarà quella di adottare nuove applicazioni in sostituzione delle Google Apps (oppure di forzare l’installazione dei GMS, con tutti i limiti attuali di questa procedura). Non tutti i mali vengono per nuocere però: i servizi Google hanno un peso e un impatto sia sulle prestazioni che sull’autonomia, pertanto liberarsene ha anche dei risvolti positivi, soprattutto sulle prestazioni e sulla batteria, due aspetti in cui Huawei P40 Pro eccelle. Un altro aspetto positivo è chiaramente la fotocamera, semplicemente la migliore in circolazione, che quest’anno convince decisamente anche per i video. E poi c’è il design particolare, lo schermo immersivo, la connettività di ultima generazione e gli sblocchi biometrici migliorati. Insomma, fermarsi all’assenza dei GMS è un errore gravissimo. Huawei P40 Pro ha tanto, tantissimo da offrire ed è un top di gamma a tutto tondo che vi convincerà ogni giorno di più. Ha solo bisogno di un po’ di fiducia iniziale, ma d’altronde questo vale un po’ per tutti gli smartphone.

Potete acquistare Huawei P40 Pro in promozione sul sito Huawei al prezzo di 1049,90€; pagando questa cifra entro il 4 maggio riuscirete a portarvi a casa in bundle anche il Huawei Watch GT 2 Matte Black che abbiamo recensito in questo articolo. In alternativa potete acquistare il Huawei P40 Pro tramite Amazon allo stesso prezzo e beneficiando della medesima promozione discussa in precedenza.

9.0

Senza Google si può. Dopo averlo dimostrato con Mate 30 Pro, Huawei si conferma con P40 Pro. Ci sono delle soluzioni alla mancanza dei GMS e superato questo limite Huawei P40 Pro riserva solo sorrisi: schermo stupendo, batteria infinita e una fotocamera che diventerà il vostro compagno preferito durante i viaggi. Un top di gamma coraggioso, ma da scegliere con la testa.

Design
9.0
90%
Hardware
9.5
95%
Schermo
9.5
95%
Fotocamera
10.0
100%
Audio
7.0
70%
Connettività
9.0
90%
Batteria
10.0
100%
Qualità/Prezzo
8.0
80%

Pro

- Design originale e immersivo
- Schermo di qualità top
- Prestazioni appaganti
- Fotocamera di riferimento
- Batteria infinita

Contro

- Mancano i servizi Google
- Audio solo mono

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