Come sopravvivere con un vecchio smartphone entry-level

di Giuseppe La Terza 0

smartphone entry-level

Durante questi mesi di quarantena ho avuto modo e tempo di tornare ad utilizzare smartphone che non utilizzo più, provare custom ROM o addirittura la Developer Preview di Android 11. Tra i vecchi smartphone nel cassetto c’era anche un vecchio Oukitel U20 Plus, un vecchio entry-level ormai in disuso. Ma se lo dovessi riutilizzare? Ecco come sopravvivere con un vecchio smartphone entry-level.

Più che raccontarvi una giornata con uno smartphone entry level, vi andrò ad elencare alcune cose da fare per cercare di rendere questi dispositivi di nuovo utilizzabili, almeno per delle operazioni basiche.

Aggiornare il dispositivo

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Prima cosa da fare è cercare la disponibilità di nuovi aggiornamenti. Nel mio caso lo smartphone era fermo ad Android 6.0 Marshmallow, ma cercando un aggiornamento software mi è stata la notificata la disponibilità di Android 7.0 Nougat, una vera sorpresa.

Se invece non ci fossero aggiornamenti? La cosa più semplice da fare e cercare la disponibilità di custom ROM per il dispositivo e anche in questo caso sono rimasto sorpreso dalla mole di ROM disponibili per questo device. Alla fine, ho decido di moddarlo e ora ho un sistema aggiornato ad Android 7.1.2 Nougat, non un grosso passo in avanti, ma con patch di sicurezza molto più aggiornate, seppur ormai datate.

Alleggerire il dispositivo

Il problema principale degli smartphone entry level è lo scarso quantitativo di memoria RAM e interna, più che la potenza bruta del processore. Infatti, nel mio caso, il dispositivo monta un SoC Mediatek MT6737 quad-core, che per un utilizzo basic fa ancora il suo, ma la vera problematica sta nei 2 GB di RAM e i soli 16 GB di memoria interna. Per questo motivo, dotatevi di una buona microSD per l’archiviazione di dati e foto, mentre per le app possiamo utilizzare le versioni Go/Lite di note app, che richiedono pochissima memoria interna, e occupano poca memoria RAM.

Vi faccio un rapido esempio, nel mio caso, lo smartphone ha pre-installate pochissime app, tra cui il Play Store. Dal Play Store ho cercato e installato le versioni Go delle app della suite Google (quelle disponibili), mentre mi sono rifatto ad alcune app in versione Lite per alcuni servizi “essenziali” come Facebook, Messenger, Twitter e Skype.

Dopo aver fatto queste semplici operazioni, mi sono ritrovato tutte le mie app essenziali sullo smartphone, ma con ancora a disposizione 7 GB di memoria interna sui 14,5 disponibili e un consumo medio di RAM di circa 1 GB su i 2 GB a disposizione, in modo da avere sempre un po’ di RAM libera per aprire abbastanza velocemente le app e riuscire a tenere alcune aperte in memoria.

Personalizzare l’interfaccia

Ovviamente una delle pecche maggiori di avere un vecchio dispositivo non molto aggiornato è il fatto di avere un’interfaccia grafica ormai vetusta. Per fortuna siamo su Android e possiamo ovviare facilmente al problema. Basta installare un launcher alternativo, nel mio caso ho usato Lawnchair 2, e un pacchetto icone a nostra scelta. In questo modo sono riuscito a portare un po’ di freschezza nell’interfaccia, che ora è molto più simile a quella di un Google Pixel di oggi.

E per la fotocamera?

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Anche per la fotocamera qualcosa si può fare, ma non aspettiamoci miracoli da hardware che già alla loro uscita erano a malapena sufficienti. Nel mio caso ho installato OpenCamera, un software gratuito che permettere di mettere mano a diverse opzioni per la fotocamera. Ma se aveste un dispositivo con Android 8 e successivi, potete provare a installare l’APK della Google Camera Go, rilasciata di recente da Google, che riuscirà a garantirvi un boost fotografico davvero impensabile.

Conclusioni

Dopo aver fatto tutto questo potreste trovarvi in mano uno smartphone completamente rinato, che potrebbe tornarvi utile come muletto, nel quale magari inserire una SIM secondaria, o da sfruttare nelle emergenze, ad esempio se il vostro smartphone principale si dovesse rompere o avesse la necessità di una riparazione.

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